Anac, omessa vigilanza degli organi di vertice della Regione Calabria

Il caso sul tavolo del Tar del Lazio dopo l’impugnazione da parte della Cittadella della delibera dell’Autorità nazionale anticorruzione

L’Anac di Raffaele Cantone lo scorso inverno ha inviato una delibera alla Regione Calabria per comunicare ufficialmente una serie di gravi omissioni in materia di vigilanza e controllo. La Cittadella regione ha deciso di impugnare al Tar del Lazio tale delibera che conteneva anche alcune disposizioni e ora saranno i giudici amministrativi a dovere decidere in merito. Si legge infatti sul decreto dirigenziale pubblicato sull’ultimo Burc della Regione: “’Autorità Nazionale Anticorruzione ha comunicato alla Regione, in data 4.10.19, la Delibera n° 806/19, con la quale – anche in forza del Piano Nazionale Anticorruzione 2016 e successivi aggiornamenti – ha deliberato l’accertata omessa vigilanza degli organi di vertice, e di invitare l’Amministrazione a porre in essere con immediatezza e comunque non oltre l’approvazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza 2020-2022 tutte le iniziative idonee a garantire al Rpct effettivi poteri d’interlocuzione e controllo su tutta la struttura organizzativa ed evitare la delegittimazione del ruolo dello stesso Rpct all’interno dell’Amministrazione, in linea con le indicazioni dell’Autorità di cui al Pna 2018, Pna 2016, Delibera n. 840/2018, dando riscontro delle misure adottate; Considerato che tali atti appaiono evidentemente illegittimi e che pertanto si appalesa la necessità di impugnare detti atti ai fini della tutela degli interessi dell’Amministrazione Regionale. Per i motivi sopra evidenziati: di impugnare avanti il Tar Lazio, previa richiesta di sospensione, gli atti indicati in premessa”. La parola passa ai giudici.