Rinascita, Giamborino ai domiciliari. Cade l’associazione mafiosa

La decisione del Tribunale della Libertà

Passa dal carcere agli arresti domiciliari Pietro Giamborino, l’ex consigliere regionale accusato di appartenenza alla cosca dei Piscopisani e dei Fiarè-Razionale, oltre che di traffico di influenze e corruzione elettorale in concorso con i politici Adamo e Incarnato. Era stato arrestato nell’inchiesta “Rinascita-Scott” condotta dalla Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Nicola Gratteri.

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato i capi di imputazione relativi alla appartenenza mafiosa e le aggravanti mafiose contestate in relazione agli altri reati. Annullato il capo relativo alla corruzione elettorale e uno di quelli relativi al traffico di influenze, accogliendo così in gran parte le richieste avanzate dal suo difensore l’avvocato Anselmo Torchia. Pietro Giamborino ha oggi stesso lasciato il carcere di Reggio Calabria per recarsi libero e senza scorta nella propria abitazione.