Dissesto Comune di Cosenza, tutto fermo anche al Tar

Ancora attesa per chi vanta crediti nei confronti di Palazzo dei Bruzi

Tutto fermo anche al Tar per quanto riguarda i numerosi ricorsi per ottemperanza nei confronti del Comune di Cosenza. Ulteriori effetti collaterali del dissesto finanziario dichiarato dal municipio lo scorso mese di novembre. Cittadini e società che avevano ottenuto una sentenza favorevole per recuperare le cifre dovute dal Comune e che avevano avviato il giudizio di ottemperanza per il pagamento effettivo tramite commissari ad acta stanno invece ricevendo notifiche di estinzione del giudizio proprio a causa del dichiarato dissesto. La dichiarazione di dissesto produce, fondamentalmente, l’effetto di separare la gestione ordinaria, di competenza degli organi ordinari ed in special modo del consiglio comunale, cui compete il compito di riequilibrare il bilancio con una serie di manovre correttive, dalla gestione straordinaria, di competenza dell’organo di liquidazione, cui spetta la tacitazione delle pretese creditorie e la risoluzione di eventuali pendenze pregresse. Si legge infatti in una delle tante sentenze del Tar: “Pertanto, conformemente a quanto previsto dall’art. 252, comma 4, del T.U. enti locali, l’organo straordinario di liquidazione ha oggi competenza relativamente a fatti ed atti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello dell’ipotesi di bilancio riequilibrato. Secondo l’art. 5, comma 2, del d.l. 29 marzo 2004 n. 80, convertito dalla L. 28 maggio 2004 n. 140, inoltre, ai fini dell’applicazione degli articoli 252, comma 4 e 254, comma 3, del T.U. enti locali, si intendono compresi nelle fattispecie ivi previste tutti i debiti correlati ad atti e fatti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello dell’ipotesi di bilancio riequilibrato, pur se accertati, anche con provvedimento giurisdizionale, successivamente a tale data ma, comunque, non oltre quella di approvazione del rendiconto della gestione di cui all’art. 256, comma 11, del medesimo T.U. Secondo quanto disposto dall’art. 248, commi 2 e 4, del T.U. enti locali, dalla data della dichiarazione di dissesto e sino all’approvazione del rendiconto di cui all’art. 256 non possono essere intraprese o proseguite azioni esecutive nei confronti dell’ente per i debiti che rientrano nella competenza dell’organo straordinario di liquidazione, mentre le procedure esecutive pendenti alla data della dichiarazione di dissesto sono dichiarate estinte d’ufficio dal giudice con inserimento nella massa passiva dell’importo dovuto a titolo di capitale, accessori e spese”. Bisognerà quindi attendere che il Ministero dell’Interno proceda alla nomina dell’Organo straordinario di liquidazione, poi il suo insediamento a Palazzo dei Bruzi. L’organo straordinario di liquidazione provvederà quindi all’accertamento della  massa  passiva  mediante  la  formazione,  entro  180   giorni dall’insediamento, di un piano di rilevazione. Solo a quel punto si comprenderà meglio la massa debitoria totale e la divisione tra ordinario e straordinario.

I. B.