Assenteismo, furbetti Asp reggina tra slot e funerali: 13 misure

Slot machine, spesa e persino la partecipazione a funerali. Tante le attività svolte dai furbetti del cartellino che invece dovevano essere al lavoro. Operazione anti-assenteismo “Polo solitario”. Eseguite dalla Guardia di finanza 13 misure cautelari nei confronti di dipendenti del polo sanitario Asp di Taurianova. I finanzieri della Compagnia di Palmi, sotto il coordinamento della procura della Repubblica di Palmi, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emessa dal gip nei confronti di 13 dipendenti dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, in servizio presso il polo sanitario di Taurianova. Nel corso dell’operazione sono state altresì notificate 38 informazioni di garanzia, che hanno riguardato i destinatari del suddetto provvedimento, nonché ulteriori 25 indagati.      Il provvedimento eseguito costituisce l’epilogo di una complessa indagine, coordinata dalla procura diretta da Ottavio Sferlazza, che ha consentito di individuare ripetute truffe da parte di numerosi dipendenti dell’Asp di Reggio Calabria, in servizio presso il citato Polo sanitario di Taurianova, i quali, pur facendo risultare la regolare presenza in servizio, erano soliti assentarsi dal posto di lavoro in maniera del tutto ingiustificata e con carattere di allarmante sistematicità, per dedicarsi alle più disparate esigenze di carattere personale. Rilevato, tra l’altro, che gli indagati, approfittando della mancanza di controllo da parte dei rispettivi dirigenti, dopo aver timbrato il badge o firmato il foglio di presenza, pur essendo preposti a rendere servizi essenziali per la collettività, anziché dedicarsi alle mansioni demandate, si allontanavano dal luogo di lavoro in maniera sistematica e consuetudinaria, per dedicarsi ad attività private di ogni genere, ovvero giocare alle slot-machine, girovagare per le vie cittadine e sostare all’interno dei diversi esercizi commerciali per leggere i quotidiani, recarsi al supermercato per fare la spesa. In taluni casi gli indagati si assentavano inoltre per prendere parte ad eventi religiosi e funerari.     Oltre all’assenza ingiustificata e reiterata nel tempo dal posto di lavoro, è stata rilevata anche l’inattività quotidiana di buona parte dei dipendenti che, in svariate occasioni, dopo aver timbrato, stazionavano per ore nell’atrio esterno del citato plesso dell’Asp. L’attività d’indagine ha permesso inoltre di riscontrare che gli indagati, non solo non effettuavano le ore di servizio previste, ma attestavano falsamente lo straordinario, fino ad oltre 30 ore mensili. E’ il caso ad esempio di un indagato che, in orario pomeridiano, era solito giungere in tuta ginnica presso la struttura Asp, dove consegnava il proprio badge ad un collega compiacente che timbrava in sua vece, per poi dedicarsi ad attività sportiva. Un ulteriore caso emerso nel corso delle indagini ha riguardato un indagato che durante la stagione estiva riusciva a farsi certificare, con la compiacenza del medico di base, una condizione di malattia, assentandosi in tal modo dal lavoro ufficialmente per motivi di salute, quando, in realtà, si trovava presso un lido balneare di una nota località ionica del basso reggino a godersi una giornata di relax.     Le truffe sono risultate peraltro agevolate da modalità di gestione e certificazione della presenza quotidiana a lavoro presso la struttura, definite “del tutto inadeguate e connotate da allarmante superficialità”. Difatti, dalla disamina della copiosa documentazione acquisita presso gli Uffici preposti alla liquidazione degli stipendi dei dipendenti nonché dalle dichiarazioni rese in atti dai responsabili degli uffici, sono state  riscontrate gravi inefficienze organizzative e gestionali rispetto alle modalità di controllo e rendicontazione delle presenze del personale impiegato presso la struttura Asp, “tali da consentire la possibilità, di adottare all’interno dei singoli uffici, in maniera arbitraria, variegate modalità di rendicontazione, in alcun modo rispondenti alle Ddsposizioni previste”. Non era adottato addirittura alcun sistema di rendicontazione e controllo delle presenze lavorative dei dipendenti.