Vestiti da poliziotti tentarono rapina, 5 arresti a R.Calabria

Tentarono di compiere una rapina ai danni di un furgone portavalori con l’uso di armi, indossando divise della Polizia di Stato e tute da operatori addetti alla raccolta di rifiuti. Per questo la squadra mobile della questura di Reggio Calabria ha arrestato stamane 5 persone.    [16/12, 12:05] Valeria Esposito Vivino: Vestiti da poliziotti tentarono rapina,5 arresti a R.Calabria(2)
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11:44 (AGI) – Reggio Calabria, 16 dic. – L’episodio risale al 9 settembre scorso e sono stati ricostruiti dagli investigatori della squadra mobile, coordinati dal Procuratore Aggiunto Gerardo Dominijanni e del Sostituto Procuratore Alessandro Moffa. Nella prima mattinata, gli indagati erano in viale Calabria della città dello Sretto, armati e travestiti da agenti di Polizia e della ditta Avr, pronti a rapinare un furgone portavalori che, da lì a poco, avrebbe prelevato l’incasso dell’ultimo weekend del centro commerciale “Le Ninfee” e, contestualmente, avrebbe consegnato un’ingente somma di denaro, pari a 160.000 euro, alla filiale della Bnl Paribas, annessa al medesimo centro commerciale. A far fallire il colpo fu la segnalazione di poliziotti in servizio di scorta ad un magistrato della locale Direzione Distrettuale Antimafia, i quali informarono la Questura della presenza,nei pressi del centro commerciale, di due uomini che indossavano in modo non consono divise ordinarie della Polizia di Stato e che, alla vista degli agenti di scorta, avevano avuto un comportamento anomalo. All’arrivo sul posto del personale dell’Ufficio Volanti, i due si diedero alla fuga, facendo perdere le loro tracce.    La squadra mobile reggina avviò indagini mediante l’attento esame di tutte le immagini registrate dai numerosi sistemi di video sorveglianza presenti in zona. Furono, inoltre, ascoltate numerose persone, tra le quali i responsabili del centro commerciale e della sicurezza di Bnl Paribas, ed effettuate numerose perquisizioni domiciliari a pregiudicati. Gli inquirenti riuscirono così, in poco tempo, a ricostruire la dinamica dei fatti e ad individuare e identificare i malviventi. Secondo la ricostruzione, due degli indagati, Pietro Cristian Scaramozzino e Oberto Alessandro Mirandoli, con divise ordinarie della Polizia di Stato e giubbotti antiproiettile portati sotto la giacca,erano giunti a piedi nei pressi del centro commerciale, iniziando a percorrere più volte il perimetro esterno del complesso. Negli stessi minuti, a bordo di un’autovettura risultata rubata e sulla quale era stata messa una targa pure rubata, giunsero due complici che, a loro volta, indossavano tute di colore arancione, dello stesso tipo di quelle utilizzate dagli operatori della nettezza urbana, addetti alla pulizia delle strade.    I due, identificati in Claudio Amato e Marco Venuti, indossavano, sotto le tute, dei giubbotti antiproiettile ed erano armati di una pistola e di un fucile a pompa nascosti all’interno di un bidone per la raccolta dei rifiuti che, dotato di rotelle, portavano con loro, unitamente a una scopa e a una paletta. I quattro, immortalati dalle telecamere mentre parlavano tra di loro, erano rimasti per circa un’ ora e mezza (dalle 7,30 alle 9,) nelle immediate vicinanze del centro commerciale, nel punto in cui sarebbe giunto, da lì a poco, il furgone portavalori. Il disegno criminale degli indagati è stato quindi sventato solo grazie alla segnalazione degli agenti di scorta e all’arrivo in zona degli agenti delle Volanti, alla cui vista la banda, decise di dileguarsi. Nelle fasi della fuga, Amato e Venuti avrebbero potuto contare sull’apporto dell’altro arrestato, Domenico Condello, che attendeva i complici poco distante fornendo loro la sua autovettura per consentire loro di allontanarsi. Gli arrestati erano già noti agli inquirenti per altri reati. Claudio Amato, in particolare, era già ai domiciliari per spaccio di droga.