‘Ndrangheta, Gratteri: “Occorre smontare Calabria e rimontarla”

"Professionisti al servio dei clan"

“Oggi è una giornata importante e storica, non solo per la Calabria”. Lo ha detto il procuratore della repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso della conferenza stampa per l’operazione “Rinascita Scott” che ha portato all’esecuzione di 334 misure cautelati nei confronti di cosche della ‘ndrangheta.    “Non è una frase fatta, ma – ha aggiunto Gratteri – il mio modesto pensiero di un uomo di 60 anni che ha dedicato oltre 30 anni alla magistratura. Questa operazione è nata il 16 maggio 2016, il giorno in cui mi sono insediato, perché per me era importante avere un’idea, una strategia, un progetto, un sogno, una rivoluzione. Il giorno del mio insediamento – ha sostenuto il procuratore capo della Dda di Catanzaro – ho pensato di smontare la Calabria come un treno Lego, e poi rimontarla piano piano, e poi ricostruire un ufficio, cambiando uomini e mezzi, fare sinergia e mettere a frutto l’intelligenza e professionalità dei miei ragazzi. Il 16 maggio 2016 ho detto che voglio fare e raggiungere questo target, mi hanno guardato come un marziano, ma ci ho creduto, li ho contagiati e infettati. E il giorno dopo, il 17 maggio eravamo con il collega Falvo a Rebibbia per interrogare Mantella: siamo partiti da quella traccia. Il coordinatore dell’indagine è stato Giovanni Bombardieri, magistrato di grande livello, poi il lavoro è montato e lievitato come un panettone. Tutti i colleghi che si sono occupati dell’inchiesta hanno partecipato con grande entusiasmo e grande serietà”. Gratteri ha poi evidenziato: “Per fare questa indagine avevo però bisogno di uomini superiori alla media di grandi investigatori, non di investigatori. Ho preso da subito contatti con comandi dell’Arma dei carabinieri, sono felice che oggi c’è il comandante interregionale Robusto, che ci è sempre stato vicino anche sul piano umano, ci ha caricato come le sveglie mandando gli uomini migliori, poi ringrazio il precedente comandante regionale dell’Arma, il generale Paticchio, anche lui grande condottiero, e l’attuale comandante regionale Paterna. Poi – ha concluso il procuratore di Catanzaro – va sottolineato l’intervento del Ros, tanto è vero che oltre la metà del Ros centrale si è dedicata a questa indagine, e il Ros di Catanzaro: non finirò mai di ringraziare il comandante Angelosanto”.
Il procuratore antimafia Nicola Gratteri, a Radio Capital, ha parlato della maxioperazione di questa mattina contro la ‘ndrangheta. “Numericamente è la seconda dopo il primo maxiprocesso di Palermo di Falcone e Borsellino – dice – l’epicentro è a Vibo, la famiglia dei Limbadi ma ci sono stati arresti in tutta Italia. L’indagine nasce il giorno del mio insediamento quando ho detto che dovevamo lavorare in modo radicale nei territori dove andiamo. Politici coinvolti, avvocati, commercialisti, funzionari pubblici, cancellieri del Tribunale, è tutta gente che aveva un lavoro non aveva bisogno di mettersi al servizio dell’ndrangheta. Le cosche non sono in grado di fare riciclaggio sofisticato ha concluso Gratteri – per farlo ha bisogno di professionisti i quali si sono messi a disposizione”.