Mistero Galeone, in aspettativa il giorno prima della bufera

Il prefetto di Cosenza, coinvolta in un presunto scandalo in merito a una tangente da 700 euro, non è più in sede. Nel prossimo Cdm revoca e nome del nuovo rappresentante del governo

In aspettativa dal giorno prima rispetto alla deflagrazione mediatica (Gazzetta del Sud come genesi) riguardo ad una presunta mazzetta da 700 euro intascata in un bar di Cosenza. È solo forse il più esponibile dei punti interrogativi che ruotano attorno a questa che a tutti gli effetti è una vicenda ancora tutta da scrivere, e da descrivere. Fonti governative riferiscono che Paola Galeone, travolta dallo scandalo nel giorno di San Silvestro, non è più in sede in prefettura e che con urgenza il prossimo Cdm adotterà i provvedimenti del caso, «l’amministrazione dell’Interno proporrà i relativi provvedimenti: verosimilmente revoca e nomina di un nuovo prefetto». Ma il mistero resta intatto attorno a questa che è per certi aspetti la più paradossale delle storia di presunte e autorevoli mazzette. Anche esigue, clamorosamente esigue come nel caso delle 700 euro che Paola Galeone avrebbe incassato da Cinzia Falcone in un bar del centro nel mentre, ignara, veniva ripresa da attrezzature sofisticate della polizia. Presunta mazzetta anche filmata, quindi, microfonata, e messa in borsa il tutto con scenari temporali recenti, se non recentissimi. Proprio la chiusura contabile di questa fine d’anno avrebbe consigliato al prefetto di far emettere una fattura evidentemente fittizia a Cinzia Falcone (rimborsi per spese della prefettura) così da ritagliarsi le 700 euro, al netto delle imposte lasciate invece nelle casse della società fatturante. Fin qui la narrazione che è anche elementare, nella sua traduzione “da strada”. Il più classico dei raggiri e delle frodi allo Stato con in più la consegna sottoforma di mazzetta di parte del denaro al prefetto Galeone. Indubbiamente una notizia bomba che risuonerà e deflagrerà quanto tutti i botti di Capodanno messi assieme. Alla magistratura inquirente chiarire ogni aspetto anche se non è del tutto chiaro ancora quale sia stato l’iter dell’eventuale apertura del fascicolo in procura a carico del prefetto Galeone. Che, lo ricordiamo ancora una volta, è in aspettativa da ieri e non è più in sede. Perché il giorno prima della deflagrazione della bomba mediatica? Sono realmente andate così, anche temporalmente, le cose? E soprattutto, chi è Cinzia Falcone per Paola Galeone? Solo il 29 novembre tutte e due, Galeone e Falcone, presenti e protagoniste al teatro Rendano di Cosenza di una iniziativa per l’accesso al fondo per le vittime dei reati di tipo mafioso. I saluti del prefetto, del sindaco di Cosenza, del presidente della Provincia. Procuratore capo di Cosenza e presidente del Tribunale tra i relatori con relazioni dei testimoni di violenze subite e del presidente dell’ordine degli avvocati e di Arcangelo Badolati, ironia della sorte autore del clamoroso scoop di oggi. A moderare proprio lei, Cinzia Falcone, in qualità di presidente dell’associazione Animed. Chi poteva immaginare che di lì a una ventina di giorni tre protagonisti di quella serata avrebbero, a vario titolo, “incendiato” il Capodanno di Cosenza con la presunta tangente intascata e filmata dal prefetto che ha fatto il giro del Paese. E le domande, appunto, restano tutte. Inedito e casuale e sfortunatissimo il rapporto tra Galeone e Falcone? Il prefetto ha proposto la truffa e relativa tangente da intascare in un bar ad una sconosciuta incrociata di recente? Nelle prossime ore e nei prossimi giorni non saranno pochi i nodi da sciogliere per quella che rimane una città letteralmente sconvolta dal “botto di Capodanno”…
I.T.