Agguato nel Vibonese, si indaga su parentele vittime

E’ ancora da decifrare l’agguato verificatosi nella notte di venerdì a Piscopio, frazione di Vibo Valentia, costato la vita a un giovane, mentre un altro è rimasto ferito. Sul fatto di sangue indagano i carabinieri della compagnia di Vibo Valentia per inquadrare compiutamente l’omicidio. Il 21enne Salvatore Battaglia è deceduto oggi in ospedale a Catanzaro. Gli investigatori non tralasciano le parentele di “peso” della vittima e dell’altro ragazzo ferito, Giovanni Zuliani, 23 anni, anche lui di Piscopio. I cugini delle vittime sono infatti, rispettivamente, Rosario Battaglia, 35 anni, e Rosario Fiorillo, 30 anni, ritenuti al vertice del “locale” di ‘ndrangheta di Piscopio, riconosciuto anche dai più potenti clan del Reggino per come certificato dalla storica operazione “Crimine” della Dda di Reggio nel 2010. Da ultimo, l’intero clan dei Piscopisani (ma non le vittime dell’agguato) è stato duramente colpito nell’aprile scorso dall’operazione della Dda di Catanzaro denominata “Rimpiazzo”.    Secondo le risultanze investigative, il clan dei Piscopisani si sarebbe opposto negli anni al potere del clan Mancuso di Limbadi, non accettando di essere allo stesso subordinato. Ne è nata una vera e propria guerra di mafia ed uno scontro armato con il clan Patania di Stefanaconi, appoggiato dai Mancuso.    Salvatore Battaglia e Rosario Fiorillo (attualmente detenuti) sono stati condannati in primo grado all’ergastolo per l’omicidio del boss di Stefanaconi, Fortunato Patania, ucciso nel settembre 2011. Il clan dei Piscopisani, secondo quanto emerge dall’operazione “Rimpiazzo”, avrebbe inoltre intessuto negli anni stretti rapporti pure con la politica locale ed i “colletti bianchi”.