Tragedia del Raganello, un anno dopo tra fiaccolate e indagati

Oggi la commemorazione dell 10 vittime. E intanto la procura vuole il processo per 14 persone tra cui tra cui amministratori locali, come i sindaci di Civita, San Lorenzo Bellizzi e Cerchiara di Calabria, operatori turistici e guide.

Sono passati 365 giorni dalla tragedia delle Gole del Raganello, in provincia di Cosenza e nel territorio del Parco nazionale del Pollino, in Calabria, a monte del “Ponte del Diavolo”. Era il 20 agosto 2018 quando un gruppo di escursionisti è stato travolto dalla piena del torrente, ingrossato dalla pioggia che stava cadendo abbondante da ore sulla regione.  A perdere la vita 10 persone. Oggi a distanza di un anno si ricordano i morti con commemorazioni, preghiere e fiaccolate e lacrime che  si sarebbero potute evitare, come hanno dimostrato le successive indagini. Per la procura di Castrovillari, il 20 agosto dello scorso anno,  fu ignorata l’allerta meteo. Ed ora i pm sono pronti a chiedere il rinvio a giudizio per 14 persone tra  da  amministratori locali, operatori turistici e guide.

Cos’è successo il 20 agosto 2018

Un gruppo di 44 escursionisti, provenienti soprattutto dalla Lombardia, stava facendo “canyoing”, camminavano cioè in un canyon, che il torrente Raganello crea tagliando il massiccio del Pollino, con sulla testa rocce alte 600 metri a picco sul fiume, che inizia dalla Sorgente della Lamia fino a raggiungere un’area attigua all’abitato di Civita. Si inizia dalle “gole basse”, prima di addentrarsi verso Nord, dove ci sono invece le “gole alte”. Le gite in questa zona partono tutte dal cosiddetto “Ponte del Diavolo”: il percorso in alcuni punti è largo poco più di due metri, e, dopo essere entrati nel canyon, si supera una vasca d’acqua dove si nuota contro corrente. L’età minima di partecipazione, a seconda del tipo di percorso scelto, se lungo o breve, è rispettivamente di 9 e 14 anni. In genere, questo tipo di escursioni non sono consigliate ai non esperti. Tuttavia, al sito si accede liberamente e non tutti si rivolgono alle guide professioniste per visitare i canyon e fare rafting. Ma quel giorno la pioggia ha provocato l’ingrossamento del letto del torrente e alcune persone sono rimaste bloccate sugli scogli. Quelle che sono state recuperate dai soccorritori hanno raccontato di un boato, seguito da un muro di fango che ha trascinato via tutto e che ha reso ancora più difficili le operazioni di soccorso.

Le vittime della tragedia

Dei 44 escursionisti coinvolti nell’incidente del Raganello, 10 sono morti. Tra di  loro, c’è Antonio De Rasis, 32enne di Cerchiara, guida esperta, volontario della Protezione civile e tra i soccorritori della tragedia di Rogopiano. Maria Immacolata Marrazzo, avvocato di Torre del Greco, in provincia di Napoli, è un’altra vittima: era in vacanza con il marito e i due figli quando la furia dell’acqua del torrente l’ha strappata per sempre ai suoi cari, che invece sono sopravvissuti. Stessa sorte per i due romani Carlo Maurici e Valentina Venditti, rispettivamente di 34 e 35 anni. Le due amiche pugliesi Miryam Mezzolla e Claudia Giampietro, entrambe modelle, non ce l’hanno fatta a salvarsi nelle Gole del Raganello, dove stavano facendo rafting, così come il loro conterraneo Gianfranco Fumarola, agente della polizia penitenziaria che ha lasciato la moglie e tre figli, i quali erano con lui a Civita e sono riusciti a mettersi in salvo aggrappandosi a dei rami. Era di Qualiano, nel Napoletano, la coppia di coniugi deceduti l’agosto scorso in Calabria composta da Carmen Tammaro e Antonio Santopaolo: le loro due figlie di 10 e 12 anni sono finite in ospedale dopo il disastro ma sono vive. Infine, si ricordi il coraggio della piccola Chiara, superstite della strage: è stata trovata in ipotermia e sotto choc accanto ad un cadavere ma si è ripresa velocemente diventando il simbolo di quella triste giornata.

14 indagati nell’inchiesta

Sono in totale 14 le persone che risultano indagate, tra cui amministratori locali, come i sindaci di Civita, San Lorenzo Bellizzi e Cerchiara di Calabria, operatori turistici e guide per i quali ora i pm si preparano a chiedere il rinvio a giudizio perché ignorarono l’allerta gialla diramata dalla  Protezione civile.

Oltre alla sottovalutazione del meteo, secondo l’accusa, un ruolo fondamentale lo avrebbero avuto anche i regolamenti per l’accesso alle gole, che non erano stati adottati, la mancanza di aggiornamenti dei piani di emergenza ed infine l’imprudenza.

Archiviate le posizioni del presidente del Parco Nazionale del Pollino e del dirigente dell’ufficio Biodiversità dei Carabinieri Forestali che all’epoca erano stati raggiunti da avviso di garanzia. Le accuse a vario titolo vanno dall’omicidio colposo a lesioni colpose, dal reato di omissione in atti d’ufficio e all’esercizio abusivo della professione.

Il ricordo delle vittime

Non mancherà la commemorazione delle 10 vittime della strage del Raganello a Civita, dove oggi, martedì 20 agosto 2019, è in programma nella chiesa di Santa Maria Assunta alle 18:00 una messa in suffragio a cui parteciperanno le autorità civili, religiose e militari del comprensorio, i componenti del “Comitato Familiari Vittime del Raganello”, presieduto da Teresa Santopaolo, i familiari delle vittime e i rappresentanti istituzionali delle comunità di alcune delle vittime. Subito dopo, alle 20:00, organizzata dallo stesso comitato ci sarà una fiaccolata che arriverà fino al Belvedere.

“Ad un anno da quel terribile lunedì vogliamo ricordare chi non c’è più – ha detto il sindaco di Civita, Alessandro Tocci. – Lo vogliamo fare sommessamente e in modo molto sobrio. Vogliamo testimoniare, ancora una volta, la nostra vicinanza ai familiari delle dieci vittime. Un evento che ha stravolto la vita di una piccola comunità. Un triste ricordo indelebile ma che ci deve spronare ad andare avanti. Quanto successo il 20 agosto dell’anno scorso non potrà e non sarà cancellato dalla memoria della comunità civitese, sottolineando, però, che la comunità che mi onoro di rappresentare ha vissuto quest’anno con grande dignità e con grande senso di umanità”.