Procura: “Oliverio mosso solo da interesse privato”


Il presidente della Regione, Mario Oliverio, “ha accettato di spendere il denaro pubblico guidato dal solo interesse privato di promozione personale”. Lo scrive la Procura della Repubblica di Catanzaro nel provvedimento relativo all’inchiesta sul finanziamento della Regione Calabria al Festival di Spoleto, inchiesta nella quale il governatore Mario Oliverio è indagato, con l’ipotesi accusatoria di peculato, insieme al presidente della società “Hdrà Spa”, Mauro Luchetti, e all’ex parlamentare Ferdinando Aiello. “L’azione di Oliverio – sostiene la Procura nel tratteggiare le condotte degli indagati – risulta fin troppo evidente essendo il soggetto che ha completamente gestito l’operazione Spoleto. E’ il proponente della delibera e, a questo proposito, si deve anche sottolineare (anche per rafforzare la natura di distrazione della somma) che con essa si è prevista una spesa nuova e aggiuntiva al programma turistico già deliberato. In altre parole, Oliverio ha ‘creato’ l’occasione, determinando un nuovo investimento di fondi. A differenza dei dirigenti che hanno partecipato alla formazione dell’atto, così come di chi ha approvato la delibera, nell’Oliverio si apprezza una condotta qualificata dall’interesse”.
– Secondo quanto rileva la Procura nel provvedimento, Oliverio “ha curato la propria immagine di politico in carica. Ha accettato di spendere il denaro pubblico guidato dal solo interesse privato di promozione personale. E’ del resto significativo che l’intervista di Paolo Mieli all’Oliverio venga riportata in data 8 luglio 2018 sul sito della Regione Calabria proprio dalla Presidenza, peraltro con il titolo Oliverio a Spoleto: ‘Il Pd deve fare un grande bagno di umiltà’. Si sottolinea dunque ancora una volta il carattere politico e personale della partecipazione e non si dà atto della sponsorizzazione del territorio (che, infatti, non è avvenuta)”. Queste considerazioni – a parere della Procura di Catanzaro – “poggiano sulla lettura oggettiva delle risultanze investigative. La proposta, la creazione di un investimento ad hoc, l’anomalia (logica) della promozione di una Regione da parte di un’altra (a discapito dunque delle proprie stesse politiche turistiche), la non afferenza della manifestazione con il territorio calabrese, la conoscenza dell’estraneità del ‘Festival dei Due Mondi’ al finanziamento erogato, invece, in favore di un largamente minore formar giornalistico: il talk show che gli avrebbe garantito di promuovere se stesso. E’ questa difatti – conclude la Procura – l’effettiva ‘ratio’ ispiratrice del comportamento del governatore”.