Truffa all’Inps, 11 arresti in Calabria

Sequestrati beni per 700mila euro

Undici arresti e sequestri in tutta Italia sono in corso di esecuzione per una truffa ai danni dell’Inps mediante false associazioni sindacali. L’operazione è condotta dalla Guardia di Finanza di Gioia Tauro, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi e con l’ausilio di personale del Nucleo Pef di Roma e degli altri reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Reggio Calabria. In dettaglio, è stata disposta la misura cautelare in carcere nei confronti di 11 soggetti, residenti nei comuni di Gioia Tauro, Palmi, Reggio Calabria e Roma e l’applicazione del sequestro preventivo a carico di 152 persone, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dell’Inps.

Avevano costituito una serie di associazioni sindacali, in realtà inesistenti, con sedi fittizie e legali rappresentanti apparenti o ignari, per lucrare illecitamente erogazioni pubbliche destinate alla tutela dei lavoratori. Undici persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione “Ghimpu”, che ha svelato un sistema di false associazioni sindacali per frodare l’Inps. La Guardia di Finanza ha anche sequestrato beni per 750.000 euro a carico di 152 persone. Attraverso la richiesta di codice fiscale per soggetti inesistenti veniva falsamente denunciata l’instaurazione di fittizi rapporti di lavoro e successivamente venivano richieste ed ottenute fraudolentemente prestazioni previdenziali come disoccupazione, malattia e maternità.

Avevano costituito una serie di associazioni sindacali, in realtà inesistenti, con sedi fittizie e legali rappresentanti apparenti o ignari, per lucrare illecitamente erogazioni pubbliche destinate alla tutela dei lavoratori. Undici persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione “Ghimpu”, che ha svelato un sistema di false associazioni sindacali per frodare l’Inps. La Guardia di Finanza ha anche sequestrato beni per 750.000 euro a carico di 152 persone. Attraverso la richiesta di codice fiscale per soggetti inesistenti veniva falsamente denunciata l’instaurazione di fittizi rapporti di lavoro e successivamente venivano richieste ed ottenute fraudolentemente prestazioni previdenziali come disoccupazione, malattia e maternità.

Gli indagati avevano inventato una fantomatica rappresentante legale, Elena Ghimpu, da cui prende il nome l’operazione. Per trarre in errore il personale dell’Agenzia delle Entrate, al fine di ottenere i codici fiscali, venivano prodotti e presentati documenti d’identità falsi. E’ così che Elena Ghimpu risultava formalmente rappresentante legale di oltre un centinaio di sedi territoriali di sindacati presenti su tutto il territorio nazionale, rispondenti alle sigle FIC,  ANLI, FAPI, CONFSAL – FASPI e, infine, l’Associazione Sindacale Lavoratori Stranieri, tutte assolutamente inesistenti ed utilizzate solo per la perpetrazione della frode.   Dalle indagini è emerso che le sedi nazionali delleassociazioni sindacali, tutte riconducibili agli indagati, erano ubicate in un unico immobile con sede a Roma, nella disponibilità di uno degli arrestati. A seguito di atti ispettivi eseguiti dal personale dell’Inps o di controlli della Guardia di Finanza, alcuni indagati, nel vano tentativo di eludere le indagini, hanno addirittura simulato di interloquire direttamente con la fantomatica Elena Ghimpu.

Gli arrestati

Gli arrestati sono: Giuseppe Carbone, di 57 anni, residente a Palmi; Claudio Castaldo, di 43 anni, residente a Gioia Tauro; Francesco Lovecchio, di 44 anni, residente a Roma; Salvatore Calabria, di 42 anni, residente a Roma; Alessandro Taverna, di 50 anni, residente a Roma; Bruno Arena, di 52 anni, residente a Reggio Calabria; Pasquale Saccà 41 anni, residente a Gioia Tauro; Vincenzo Parisi, di 53, residente a Palmi; Liliana Zappone, 53 anni, residente a Palmi; Gaetano Bellamace, di 65 anni, residente a Gioia Tauro; Demetrio Scuderi, di 59 anni, residente a Reggio Calabria.   L’indagine ha tratto origine dall’analisi di una serie di “indici di anomalia” da parte degli ispettori dell’Inps della sede di Cosenza che, a seguito di una specifica attività di controllo e riscontri, hanno acquisito significativi elementi in merito alle associazioni sindacali operanti solo sulla carta, e del carattere fittizio di molteplici rapporti di lavoro con esse instaurate.