‘Mamma-boss’ a Reggio Calabria, arrestata insieme ai figli

 Operazione antidroga nella provincia di Reggio Calabria. I carabinieri del Comando provinciale hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di sei persone accusate a vario titolo di associazione finalizzata all’acquisto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’organizzazione, che aveva base nel territorio di Benestare, aveva strutturato un capillare spaccio di droga, con a capo dell’organizzazione una donna, che coordinava i suoi figli nelle attività di vendita e rifornimento dei pusher. 

Dirigeva un’intensa attività di spaccio di droga con l’ausilio della famiglia. Con questa accusa una vedova è stata arrestata con i tre figli e altre due persone. L’operazione, chiamata in codice “Nikita”, ha visto i carabinieri della compagnia di Locri, nel Reggino, eseguire sei ordinanze di di custodia cautelare in carcere nei confronti di Teresa Pizzata i suoi figli, Giuseppe, Rosario e Antonio Musolino, e altri due uomini, Giovanni Argirò e Mario Bottari. Per tutti l’accusa è di associazione finalizzata all’acquisto, detenzione e vendita di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed eroina.    Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, e dal sostituto Francesco Tedesco, hanno svelato l’esistenza di un “sodalizio familiare” nel comune di Benestare (RC), dedito al traffico di droga in più tipologie destinata tanto a consumatori “finali”, quanto ad altri spacciatori. In particolare la droga veniva nascosta in un vallone sito in un’area demaniale di fronte all’abitazione dei quattro componenti del nucleo familiare, occultata in nascondigli utilizzati sfruttando la folta vegetazione o in vicini immobili rustici. Il gruppo aveva una clientela fidelizzata, cui talvolta consegnava la droga a domicilio.
 Nel corso delle indagini è stato filmato un episodio di violenza, quando la mattina del 5 febbraio 2016 le cimici dei carabinieri hanno immortalato una brutale aggressione dei fratelli Musolino e della loro madre ai danni di Argirò, colpevole ai loro occhi,  di avere sottratto un barattolo contenente 9 grammi di cocaina e 47 grammi di eroina, che invece la sera prima era stato rinvenuto e sequestrato da una pattuglia dell’Arma in una via vicina all’abitazione dei quattro. E’ stato accertato anche un singolo episodio di detenzione abusiva e porto in luogo pubblico di arma da fuoco. In particolare, il pomeriggio del 7 dicembre 2015, Antonio Musolino è stato notato all’esterno del portone della sua abitazione con un’arma in mano che ha consegnato a un soggetto rimasto non identificato. Questi ha armato la pistola e poi l’ha restituita a Musolino, il quale dopo averla nascosta sotto la maglietta dietro la schiena, ha fatto rientro all’interno dello stabile. Durante le perquisizioni eseguite nel corso dell’operazione, stamani, nell’abitazione di uno degli indagati sono stati sequestrati circa 5 kg di marijuana nascosti sotto un letto e confezionata in involucri termo sigillati. I sei arrestati sono stati condotti nella casa circondariale di Reggio Calabria.