Sibaritide, la tutela della salute finisce in tribunale

Causa contro Regione Calabria, Asp di Cosenza , commissario ad acta e Ministero della salute per i gravi problemi e disservizi nella Sanità a Corigliano-Rossano, Sibaritide e fascia ionica

L’avvocato Pasquale Catalano, nella qualità di patrocinatore di un cittadino rossanese “C.F.”, dopo la diffida del 18 aprile scorso, ha proposto una causa contro Regione Calabria, Asp di Cosenza , commissario ad acta e Ministero della salute, denunciando i gravi problemi che affliggono la sanità a Corigliano-Rossano, nella sibaritide e fascia ionica. Il legale, con tale atto giudiziario, intende tutelare il proprio assistito, affetto da serie patologie che necessitano di continui controlli medici e specialistici, in quanto, lo stesso è costretto a sopportare disagi inaccettabili a causa della non soddisfacente offerta sanitaria nel territorio le cui responsabilità sono imputabili alle istituzioni regionali e al commissariamento che anziché rilanciarla e renderla maggiormente efficiente hanno determinato un generale caos, disservizi diffusi ed inadeguate risposte alle numerose richieste degli utenti. Infatti vi sono strutture fatiscenti, reparti fantasma, un grave deficit degli strumenti di alta tecnologia sanitaria, rilevante carenza di posti letto. L

e condizioni in cui sono costretti a svolgere le loro mansioni il personale medico e paramedico, degli ospedali di Corigliano e Rossano, estremamente ridotto e che ormai in alcuni reparti (pediatria) non riesce nemmeno a svolgere il servizio H24, non consentono di fornire adeguate risposte di assistenza. L’avv. Catalano evidenzia che la grave carenza di infrastrutture ed i problemi di viabilità, l’inadeguata e carente offerta sanitaria, stanno arrecando gravi pregiudizi e disagi economici e sociali, nonché malessere e frustrazione sia al proprio assistito che ai cittadini della sibaritide-fascia ionica e delle zone montane.

L’inadeguato impiego di macchinari moderni, i problemi di organizzazione delle strutture ospedaliere, di cui è responsabile la gestione sanitaria degli ultimi anni, spinge quotidianamente tanti cittadini ad emigrare verso le strutture ospedaliere del centro-nord al fine di ricevere adeguate cure ed assistenza, anche a causa della chiusura degli ospedali (Trebisacce, Cariati e S. M. Argentano), l’accorpamento di divisioni, la riduzione drastica di posti letto e del personale medico e paramedico. Resta al momento solo una chimera la nuova struttura ospedaliera di Corigliano-Rossano – località Insiti.

Nel pronto soccorso di entrambi gli ospedali, a causa della carenza di medici ed infermieri, si creano code interminabili di pazienti che, il più delle volte, preferiscono andarsene piuttosto che aspettare ore ed ore per una visita, mentre chi ha la “fortuna” di entrare rischia di restare sdraiato su di una barella anche per giorni nei corridoi a causa della carenza di posti letto nei pochi reparti rimasti. Si auspica che l’innesto di nuove risorse economiche ed umane, nonché un valido impiego delle eccellenze professionali, nel frattempo costretti a lavorare nei distretti e negli ambulatori, possa migliorare i livelli di assistenza e bloccare i flussi di migrazione sanitaria che tanto pesano sul deficit della sanità e della Regione Calabra.

All’autorità giudiziaria si chiede che ponga a carico dei convenuti di procedere con opportuni provvedimenti al fine di rendere efficienti le strutture ospedaliere già esistenti, nonché a riprendere al più presto i lavori per la realizzazione dell’Ospedale unico di Corigliano-Rossano. Se ciò non dovesse essere sufficiente l’assistito valuterà altresì di sporgere un esposto denuncia dinanzi l’autorità giudiziaria penale affinché si accerti eventuali responsabilità nella problematica narrata.