Omicidio Giordanelli, morto l’assassino Di Profio

Paolo Di Profio, l’infermiere quarantottenne di Cetraro, reo confesso di aver ucciso l’ex cognata, la dottoressa Annalisa Giordanelli, di cui Il Fatto di Calabria ieri mattina aveva già anticipato le gravissime condizioni di salute, è deceduto nel primo pomeriggio di ieri, in una struttura sanitaria del catanzarese, dove era stato trasportato dopo aver accusato il malore che lo ha poi portato alla morte.

L’uomo, condannato in primo grado a trent’anni di reclusione, nei giorni scorsi, presso la Corte d’Assise di Catanzaro, proprio mentre si apprestava a tornare in aula per affrontare una udienza del processo d’appello per l’efferato delitto di cui si era macchiato, ha avuto, pare, un grave problema cardiaco, a cui hanno poi fatto seguito altre complicazioni. Le sue condizioni sono, pertanto, via via peggiorate, fino a portarlo al coma profondo, uno stato da cui non si è più ripreso, fino alla morte, che, stando ad alcune indiscrezioni, sarebbe sopraggiunta nel primo pomeriggio di ieri, lunedì 13 maggio. Paolo Di Profio, come si ricorderà, nel gennaio del 2016, uccise l’ex cognata, la dottoressa Annalisa Giordanelli, colpendola più volte con una spranga di ferro al capo, mentre faceva jogging a pochi metri da casa, sulla strada che da Cetraro Centro porta nella località San Francesco, ritenendola in parte responsabile, per come egli stesso ammise al momento della confessione, della fine del suo matrimonio con una delle sue sorelle. La dottoressa Annalisa Giordanelli era molto conosciuta nella cittadina tirrenica, essendo una donna, una madre, una moglie, un medico speciale, amata e rispettata da tutti per le sue non comuni doti umane e professionali, e ha lasciato in tutti un ricordo indelebile.