‘Ndrangheta, nuovo colpo al narcotraffico: arresti in diverse regioni

Il traffico internazionale di droga sarebbe stato gestito dagli esponenti della cosca di ‘ndrangheta Mancuso di Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, grazie al controllo messo in atto dai fratelli Salvatore Antonino, Giuseppe e Fabio Costantino. Una organizzazione criminale sgominata con l’operazione condotta dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro e del Servizio centrale d’investigazione sulla criminalita’ organizzata (Scico) della Guardia di finanza, con la collaborazione di diversi Reparti sul territorio nazionale. L’operazione ha, infatti, interessato Calabria, Campania, Lombardia, Liguria e Puglia, con la notifica di 23 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Giudice per le indagini preliminari di Catanzaro nei confronti di altrettanti soggetti indagati, a vario titolo, per reati in materia di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, aggravata dalla modalita’ mafiosa e dalla detenzione di armi. L’inchiesta completa l’operazione dello scorso 28 gennaio, quando le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, e dal sostituto procuratore Annamaria Frustaci, hanno consentito di individuare un’organizzazione estremamente complessa dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Trenta le persone indagate in questo nuovo provvedimento, sette delle quali senza provvedimenti cautelari da parte del Gip che ha riconosciuto, pero’, “l’esistenza di un’organizzazione delinquenziale che, agendo in un contesto mafioso, poneva in essere condotte di allarmante gravita’ in una logica deviata di predominio criminale”. E’, infatti, emerso come sia la compravendita “all’ingrosso” di grosse partite di cocaina dal Sudamerica, sia gli affari intrattenuti con i principali cartelli maghrebini, per l’importazione di massicce quantita’ di hashish, siano stati agevolati dalla nota appartenenza dei principali attori a potenti famiglie di ‘ndrangheta.

A riprova, poi, dell’estrema professionalita’ raggiunta dal sodalizio, basti pensare che gli oltre 430 chilogrammi di hashish sequestrati in Lombardia, giunti in Italia dal Marocco, rappresentavano un mero “carico di prova” per una successiva importazione pari a 3000 chilogrammi che avrebbe garantito un introito pari a oltre 4 milioni di euro che i vibonesi intendevano reinvestire nell’ancor piu’ lucroso traffico di cocaina. I fratelli Costantino sarebbero stati “il perno attorno al quale ruotano una pletora di pericolosi criminali italiani e stranieri, tutti accomunati da un unico interesse: massimizzare i profitti tramite il traffico internazionale di narcotici, unica reale fonte di sostentamento per i sodali”. Nella nuova indagine e’ stato coinvolto ance Tonino Mazzaferro, considerato un esponente dell’omonimo clan di Gioiosa Ionica, nel Reggino, da anni trapiantato in Lombardia, dove si occupava di smitare importanti quantita’ di narcotico. Tra i responsabili del sodalizio, anche Francesco Ceravolo, originario della provincia di Reggio Calabria, che avrebbe seguito l’importazione del carico di 3000 chilogrammi. Tra gli acquirenti piu’ assidui ci sarebbe stato Santo Tucci, di origini siciliane, gia’ noto alle forze dell’ordine. Tra i broker coinvolti nell’operazione c’e’ Michele Viscotti, esperto trafficante di origine pugliese, il quale avrebbe gestito i rapporti con la trafficante venezuelana Garcia Rebolledo Clara Ines, allacciando collegamenti anche con le principali piazze di approvvigionamento olandesi.

GLI ARRESTATI

Sono 23 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari di Catanzaro nei confronti di altrettanti soggetti indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, aggravata dalla modalita’ mafiosa e dalla detenzione di armi. La custodia cautelare in carcere e’ stata disposta nei confronti di Daniele Bosco, 41 anni, nato in Jugoslavia e residente a Varese; Vito Jordan Bosco, 44, nato in Libia e residente a Varese; Gianfranco Carugo, 70, di Cerro Maggiore (MI); Francesco Carmelo Ceravolo, 56, nato a Montebello Jonico (RC) e residente a Busto Arsizio (VA); Fabio Costantino, 42 anni, di Comerconi (VV); Giuseppe Costantino, 53, di Comerconi (VV); Salvatore Antonino Costantino, 54, nato a Nicotera e residente a Milano; Carlo Cuccia, 39, diVenegono Superiore (VA); Clara Ines Garcia Rebolledo, 68, nata in Venezuela; Elisabeta Kotja, 40, nata in Albania e residente a Sesto San Giovanni (MI); Francesco Mancuso, 30, di Nicotera (VV); Giorgio Mariani, 61, di Milano; Tonino Mazzaferro, 41, nato a Siderno e residente a Cermenate (CO); Ivo Menotta, 39 anni, di Tradate (VA); Julio Andres Murillo Figueroa, nato in Colombia, 44 anni; Gaetano Muscia, 55, di Tropea (VV); Antonio Narciso, 58, di Vibo Valentia; Abderrahim Safine, 37, nato in Marocco e residente a Monza (MB); Giovanni Stilo, 70, nato a Nicotera e residente a Meda (MB); Santo Tucci, 63, nato a Catania e residente a Milano; Michele Viscotti, 73, di San Severo (FG). Agli arresti domiciliari e’ finito Giuseppe Accursio, 66 anni, di Licata (AG) il 28.05.1953. Il provvedimento di l’obbligo presentazione alla polizia giudiziaria e’ stato notificato a Fabrizio Pilati, 50 anni, nato ad Arona (NO).