Lavoro extra non autorizzato, sequestro beni dirigente Calabria Verde

Avrebbe svolto per oltre un decennio, senza mai essere stato autorizzato, attivita' "assolutamente incompatibile" con l'incarico di dirigente pubblico. Bloccati beni per 1,5 milioni

Svolgeva attivita’ libero-professionale incompatibile con l’incarico di dirigente rivestito nell’ambito di “Calabria Verde”, l’azienda forestale della Regione Calabria. Con questa motivazione, i finanzieri del comando provinciale di Catanzaro, su disposizione della procura regionale della Corte dei Conti, gli hanno sequestrato beni immobili, crediti, conti correnti e attivita’ finanziarie per quasi 1,5 milioni di euro. L’importo costituisce il danno erariale causato all’azienda pubblica che la magistratura contabile, nell’ambito dell’operazione “Prendo tutto” dei militari del nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro, contesta al manager.

L’uomo, secondo gli inquirenti, avrebbe svolto per oltre un decennio, senza mai essere stato autorizzato, attivita’ “assolutamente incompatibile” con l’incarico di dirigente pubblico prima nell’ Afor , poi trasformata in Calabria Verde, in un arco di tempo che va dal 2004 al 2015, e avrebbe consentito, scrivono sempre gli inquirenti, “di conseguire lauti compensi extra”, che invece di essere riversati nelle casse dell’ente pubblico, come la normativa espressamente prevede, sono stati incassati direttamente dal dirigente. L’ammontare del danno erariale cagionato all’azienda forestale regionale e’ stato determinato proprio in base a tali compensi indebitamente riscossi, nonche’ tenendo conto degli stipendi percepiti in questi 13 anni quale dirigente pubblico. Tutte queste somme sono state sottoposte a sequestro conservativo da parte dei finanzieri di Catanzaro, al fine di garantire il risarcimento alle casse dello stato in caso di condanna.