Cosca Molè, la Cassazione conferma 28 condanne

Corte di Cassazione

Regge anche al vaglio della Cassazione l’impianto accusatorio formulato dalla Procura antimafia di Reggio Calabria  e dai pubblici ministeri della Dda reggina Roberto Di Palma e Matteo Centini nei confronti di 28 imputati nel processo Mediterraneo, ad accezione di un annullamento per incompetenza territoriale e  un altro solo per l’aggravante mafiosa.

La Corte di Cassazione si è pronunciata dunque  sui ricorsi presentati da una gran parte degli imputati coinvolti nel procedimenti, annullando la sentenza di Giovanni Burzì, del quale si dovrà occupare la procura di Vibo, e di Domenico Signoretta, per il quale la Corte d’appello di Reggio Calabria dovrà pronunciarsi solo per rimodulare la pena.

Respinti tutti gli altri ricorsi e condanne che diventano definitive per Antonio Albanese 6 anni, Ippolito Mazzitelli 6 anni, Domenico Mazzitelli 6 anni e 6 mesi, Carmelo Stanganelli 10 anni e 4 mesi, Carmelo Cicciari 6 anni e 8 mesi, Gaetano Cicciari 7 anni, Stefano Sammarco 11 anni e 4 mesi, Cosimo Amato 6 anni, Fabio Cesari 8 anni e 8 mesi, Girolamo Magnoli 10 anni, Pasquale Saccà 8 anni e 8 mesi, Giuseppe Guardavalle 3 anni e 8 mesi, Eugenio Ferramo 2 anni e 4 mesi, Antonio Molè 11 anni e 4 mesi, Khayiam Ayoub Baba 13 anni e 4 mesi, Carmelina Albanese 2 anni e 8 mesi, Fiorina Silvia Reitano 6 anni.

Dichiarati inammissibili, inoltre, i ricorsi dei collaboratori di giustizia Arcangelo Furfaro, condannato in via definitiva a 12 anni, e Marino Belfiore 3 anni e sei mesi; Giuseppe Belfiore 6 anni, e Domenico Galati 2 anni e 4 mesi.