Tendopoli San Ferdinando, nuovo sopralluogo prefettura

E l'Usb incalza: è una vergogna da cancellare

Prosegue l’impegno della Prefettura dopo l’incendio che nella serata del 31 dicembre scorso ha interessato alcune baracche dell’area di San Ferdinando, nel Reggino. Lo rende noto un comunicato stampa della prefettura di Reggio Calabria.
“Anche oggi – prosegue la nota – un funzionario di questo ufficio, su disposizione del prefetto Michele di Bari, commissario straordinario del Governo per l’area di San Ferdinando, ha effettuato un sopralluogo in quella zona volto a monitorare e verificare eventuali esigenze alle quale poter prontamente sopperire. Si e’ provveduto, inoltre, a fornire coperte e sacchi a pelo a migranti della baraccopoli che ne hanno fatto espressa richiesta”.

 

L’INTERVENTO DELL’USB

“Una tragedia nella tendopoli di San Ferdinando, l’ennesima, avrebbe potuto inaugurare il 2019. Cosi’ fortunatamente non e’ stato, questa volta il fuoco non ha causato ne’ altre vittime ne’ feriti, grazie all’intervento immediato dei Vigili del Fuoco. E’ comunque la riprova che una vergogna come il ghetto di San Ferdinando deve al piu’ presto essere smantellata”. Lo denuncia l’Unione sindacale di base (Usb) in una nota. “Un ghetto pero’ non si cancella sostituendo le tende ai containers, fornendo qualche servizio in piu’, provando a migliorare le condizioni di chi ci vive dentro: e’ il concentramento di poverta’ – prosegue la nota – a creare comunque spazi di esclusione, di apartheid, a fornire quel terreno fertile per dinamiche di devianza e degrado che proliferano in queste situazioni. Come Unione sindacale di base ci siamo opposti e ci opporremo all’idea di nuovi campi e abbiamo salutato con favore le decisioni, figlie anche delle nostre proposte, prese nel tavolo prefettizio del 12 dicembre scorso: puntare sull’inserimento abitativo diffuso, attraverso l’apertura di un Fondo di garanzia da parte della Regione per i proprietari che intendono concedere le case in affitto e l’investimento, sempre da parte della Regione, di risorse finanziarie per l’eventuale ristrutturazione di beni confiscati o del patrimonio pubblico, da destinare a uso abitativo. Case sfitte e beni confiscati disponibili ci sono, e pure in gran quantita’. Bisogna proseguire quindi sulla strada indicata da quel tavolo, censendo al piu’ presto beni confiscati e patrimonio pubblico disponibile da una parte, indicando gli step necessari per l’istituzione del Fondo di Garanzia per gli affitti dall’altra. Soprattutto il ricorso ai beni confiscati puo’ rappresentare in questa situazione una risposta celere e, cosa ancora piu’ importante, strutturale. Come Usb – conclude la nota stampa – facciamo appello quindi a tutte le istituzioni, per le loro competenze, a procedere celermente verso questa direzione e alla Prefettura in particolare chiediamo anche di convocare al piu’ presto un nuovo incontro del tavolo permanente, in modo da fare un punto sullo stato di avanzamento di questo percorso”.