La tragedia di Isola e il mistero dell’audio

È in corso di accertamento la veridicità del messaggio vocale che, tratto da “il Fatto quotidiano”, PUBBLICHIAMO integralmente. E che offre, se fosse autentico, una versione anche sconcertante della faccenda. In zona c'è sconcerto tra i cittadini, «e poi perché non sono state effettuate le autopsie?»

Lo avevamo accennato ieri. I carabinieri stanno lavorando intensamente attorno a un file audio che racconterebbe una versione anche sconcertante di quanto accaduto nella tenuta di Marrelli a Isola, dove ha perso la vita lui stesso e tre suoi operai. Un file audio che ha iniziato a circolare e non poco in città e nel comprensorio e che è finito inevitabilmente nelle mani dei carabinieri. Che indagano, prima di consegnare il tutto nelle mani della procura della Repubblica. Contro ignoti e per omicidio colposo, si procede. Ma l’audio che pubblichiamo e che è tratto dal sito de “il Fatto quotidiano” è sconcertante, se naturalmete fosse riscontrata la sua veridicità. Si narra di una responsabilità ben precisa nel concludere dei lavori che già stavano presentando delle difficoltà durante il giorno. Di lavoro che aveva già provocato delle ferite su uno degli operai che sarebbe stato persino curato da Marrelli con dei punti di sutura prima di procedere dopo cena al completamento dei lavori stessi nella sua tenuta. Lavori che bisognava completare quella sera e come diceva lui, racconta ad un certo punto questa voce nel messaggio vocale che è al vaglio dei carabinieri. È in particolare la seconda parte dell’audio che non convince del tutto gli inquirenti che fin qui non si sono minimamente pronunciati circa l’autenticità del documento. Sono tutti convinti di voler procedere con assoluto supporto della scientificità degli elementi, considerata la tragica faccenda e il retaggio drammatico che si porta dietro.

In città e nel comprensorio, nel frattempo, è lo sconcerto a regnare sovrano. C’è rabbia tra i passanti, tra i cittadini, tra i lavoratori e tra la società civile interamente considerata. Ed è il rammarico per la tragica fatalità a far più breccia nell’animo degli abitanti del posto. Con più d’uno che si ferma nei pressi della tenuta e che non si capacita di quello che è successo. Non risparmiando una domanda a voce alta a cui non si può rispondere, «ma poi perché nessuno ha pensato di effettuare autopsie sulle vittime?».

 

 

I.T.