Festival del Peperoncino, si parla anche di ndrangheta

Buona la seconda. Anche la seconda serata di Peperoncino Festival a Diamante scorre senza intoppi ed è caratterizzata dalla grande attesa del pubblico per gli ospiti istituzionali della serata. Lo spazio di Radio Azzurra è letteralmente invaso da chi, con l’intenzione o solo di passaggio, ha voluto fermarsi ad ascoltare le parole del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri e del presidente del Copasir, l’On. Pd Lorenzo Guerini.
E così che i grandi argomenti dell’attualità prorompono sulla scena festivaliera: si parla del d.l. sicurezza, delle migrazioni, della Libia ma anche di ‘ndrangheta, corruzione e collusione.
“Il tema della sicurezza è importante ma non bisogna esasperarlo per creare consenso a fini politici – dice il presidente Copasir – Il tanto sbandierato d.l. sicurezza è al momento un decreto mediatico, non sappiamo neanche cosa conterrà visto che non è stato ancora scritto e non è ancora arrivato in Parlamento”. Ipotizzando che si concentri sull’immigrazione, Guerini ha sostenuto che non bisogna più “affrontare il tema immigrazione in maniera emergenziale. Il fenomeno prosegue da anni e con numeri sempre più ampi. Abbiamo bisogno di organizzare i flussi migratori, non trattarli come un’emergenza. La gabbie sulle spiagge libiche non sono la soluzione e non sono una soluzione da Paese occidentale. Costruire infrastrutture e creare vivibilità è la soluzione”. “In Libia non c’è un unico governo, non c’è solo il governo di Al-Sarraj, ma vi sono più interlocutori ed è giusto che l’Italia si interfacci con tutti perché non può che avere un ruolo principe nel processo di costruzione di un governo di interesse e unità nazionale” ha risposto il presidente Copasir alla domanda del giornalista Antonio Ricchio su quale governo appoggia il Pd in Libia.
Anche il Procuratore Gratteri è intervenuto in merito ai flussi internazionali. “Abbiamo un’Europa che discute troppo sulla dimensione della frutta e poco di sicurezza. Abbiamo un’Europa che parla di sicurezza solo quando in alcune città europee alcuni giovani, non integrati, decidono di compiere un attentato. Poco si interessa dei trafficanti internazionali di persone presenti tanto nel deserto quanto sulle coste”. Al giornalista Ricchio che chiede se è vero che la ‘ndrangheta sia più pericolosa dell’Isis il procuratore risponde che le mafie sono pericolose, oggi molto più di ieri, perché sono all’interno delle pubbliche amministrazioni. “Le mafie mutano col mutare della società. Se fossero immuni dai cambiamenti sarebbero facilmente individuabili e battibili. Oggi la mafia sta all’interno delle amministrazioni, lavora con politici e tecnici comunali, è più presente sul territorio del politico stesso. Mira alle proprietà sfiancandone i possessori perché oggi, la mafia vive di investimenti. Perfino la droga sudamericana viene pagata in minima parte in contanti e il resto in beni immobili italiani ed europei. La mafia perderà quando avremo un sistema per cui non sarà più conveniente delinquere”. A proposito dell’incontro col ministro dell’Interno, Gratteri dice di aver chiesto più polizia e più carabinieri perché “i concorsi sono bloccati e noi per combattere la mafia ne abbiamo bisogno ora”.
“Il problema della collusione è reale – ha ribattuto Guerini – la politica deve avere gli anticorpi della legalità e questi anticorpi sono tanto più forti quanto più i cittadini partecipano alla vita pubblica e alla vita politica”.
Assente all’incontro l’on. PD Ernesto Magorno, membro del Copasir, a Roma per motivi familiari e a cui tutta la comunità del Festival ha espresso la propria solidarietà.
Altro evento clou della seconda serata è quello del matrimonio d’amore fra il Peperoncino e la melanzana de.co. (denominazione comunale) “violetta” di Longobardi, dalla forma tondeggiante e il sapore particolarmente dolce. Sotto lo sguardo di Sua Maestà Re Peperoncino, le delegazioni delle due cittadine hanno officiato lo sposalizio culinario terminato con la degustazione delle polpette di melanzana. Ma il connubio non si limita alla sola gastronomia: da sempre il Peperoncino Festival è occasione di incontro, scambio e integrazione fra culture diverse provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo.
Francesca Magurno