«Non c’è nessuna faida tra magistrati»

Sconcertante "chiarimento" del procuratore generale Lupacchini nel corso della conferenza stampa sull'arresto del sindaco di Guardia Piemontese

Che un procuratore generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro sia in qualche modo “costretto” e chiarire che non c’è una faida tra magistrati dice, con buona sostanza e al netto della grammatica di rito, sostanzialmente due cose. Che il clima è invece tesissimo tra magistrati e tra procure, quelle conterranee (al limite della “guerra” intestina, che poi non sarebbe inedita nemmeno). E che proprio al più espositivo e istituzionale fra tutti, il procuratore generale appunto, tocca gettare acqua sul fuoco perchè avverte non solo che lui può farlo quanto che in un certo qual modo deve farlo. Perchè, e Lupacchini questo lo sa benissimo, proprio la sua presenza assidua e garantista negli ultimi tempi a “benedire” le operazioni delle procure del Cosentino, a qualcuno potrebbe essere andata di traverso, o quantomeno l’avrebbe mal interpretata. E così, autorevole e forte di questo convincimento ma anche ben consapevole che la dialettica della negazione, a certi livelli, conferma inveve che il problema c’è, Lupacchini coglie l’occasione della conferenza stampa sull’arresto del sindaco di Guardia Piemontese per entrare in argomento.

“Colgo l’occasione per smentire chi dice che ci sia un asse tra alcuni procuratori e contro altri, non c’e’ nulla di tutto questo”. Lo ha detto, a margine della conferenza stampa che si e’ tenuta a Paola (Cosenza) per l’arresto del sindaco di Guardia Piemontese e di un funzionario comunale, il Procuratore generale della Corte d’Appello di Catanzaro, Otello Lupacchini. “Cerco di mantenere un profilo istituzionale, ma evidentemente c’e’ chi si fida del procuratore generale e chi mi vede come un nemico – ha detto Lupacchini – ma io non sono il nemico di nessuno, cerco solo di far rispettare le regole nei limiti della mia competenza”