Legnochimica, il Comune di Rende ha fatto l’indiano

Ecco perchè l'amministrazione non poteva non sapere

Processo sui veleni dell’ex Legnochimica, il procuratore aggiunto di Cosenza Marisa Manzini ha depositato l’appello contro il sindaco di Rende Marcello Manna e il dirigente Azzato.

Secondo quanto scritto i un passaggio, i due erano coscienti della gravità della situazione. Coscienti del «dovere di agire». Eppure il Comune di Rende è rimasto «inerte».
ll gip di Cosenza aveva pronunciato sentenza di non luogo a procedere riguardo l’omessa bonifica del sito industriale abbandonato.

Il procuratore Manzini ha inoltre appellato la sentenza di assoluzione pronunciata per l’ex assessore all’Ambiente di Rende Francesco D’Ippolito. L’unico ad andare a processo con l’accusa di disastro ambientale è Pasquale Bilotta.
Secondo il procuratore Manzini si tratta di “proscioglimenti e assoluzioni, sulla scorta di motivi illogici e contradditori”, Nell’appello Manzini contesta ila conclusione del gip di Cosenza secondo cui il disastro ambientale, nei laghi artificiali, nel terreno sottostante e nelle falde acquifere, con concentrazioni fuori legge di metalli pesanti, non sarebbe provata. Il magistrato della Procura, invece, contesta non solo la condizione di avvelenamento di quell’area ma che l’amministrazione Manna è stata inerte. Adesso il caso passa alla Corte d’Appello di Catanzaro.