Frodi e furti identità, 14 arresti e 32 indagati da polizia

  La tecnica era quella denominata della ‘Sim Swap’: si individua una vittima, si procede alla acquisizione dei suo dati e delle credenziali di accesso alla banca su Internet tramite tecniche di hacking e, poi, utilizzando documenti falsificati, si sostituisce la sim card del truffato e si ottengono dall’istituto di credito le credenziali per operare sul conto corrente on-line. Per fare questo era utile ottenere da un dealer, con documenti falsi, la sostituzione della Sim dell’ignara vittima.

Quella del titolare veniva allora disabilitata, ma l’utente pensava a un guasto non non a una frode in corso. Sostituita la Sim, gli autori del reato entravano nel sistema informatico dell’istituto di credito reimpostandole credenziali di accesso ed erano abilitati ad operare sul conto corrente on-line della vittima, disponendo bonifici e/o ricariche di carte prepagate in favore di altri conti correnti e/o carte prepagate nella loro disponibilità, in quanto appositamente accesi da complici e prestanome.

La vittima si accorgeva del furto soltanto al momento della lettura dell’estratto del conto corrente. Alcuni componenti del gruppo era attivo anche nella commissione delle più comuni truffe on-line, ovvero quelle perpetrate inserendo falsi annunci di vendita sui portali specializzati. Alla descrizione del bene veniva associata un’utenza di contatto alla quale fare riferimento per la trattativa.

L’acquirente contattava il venditore e poi gli versava la somma concordata con un bonifico. Ottenuto il pagamento, gli indagati si rendevano irreperibili.

Al fine di accreditarsi con le vittime e di rassicurarle in ordine alla disponibilità effettiva del bene offerto in vendita e alla serietà dell’annuncio, gli indagati si presentavano come dipendenti di una società di recupero crediti realmente esistente, riferendo che i beni erano provento di aste fallimentari. Durante le indagini gli operatori della Polizia Postale hanno bloccato numerose frodi, alcune delle quali per decine di migliaia di euro.

L’operazione si è avvalsa dell’ausilio degli specialisti nel contrasto al fenomeno del Financial Cyber Crime dei Compartimenti Polizia Postale di Messina, Palermo e ReggioCalabria. Durante le perquisizioni e’ stato sequestrato materiale informatico che sarà sottoposto ad analisi da parte del personale specializzato della Polizia Postale.