Droga, arresti a Vibo. A capo figlio pentito del boss Mancuso

La vendita della piantagione avrebbe fruttato 20 milioni di euro

Sono 18 gli arresti, fra detenzione in carcere e arresti domiciliari, eseguiti dalla polizia nell’ambito dell’operazione “Giardini segreti” contro il narcotraffico e la coltivazione di marijuana. Alla base dell’operazione, coordinata dal pm della Dda di Catanzaro Annamaria Frustaci, c’e’ la recente collaborazione con la giustizia di Emanuele Mancuso, 30 anni, di Limbadi, ma residente a Nicotera, figlio del boss della ‘ndrangheta Pantaleone Mancuso, 57 anni, detto “l’Ingegnere”, esponente di spicco dell’omonimo clan. Emanuele Mancuso avrebbe acquistato su un sito internet i semi di marijuana e il fertilizzante utile per impiantare vere e proprie piantagioni di canapa indiana nel Vibonese. La polizia ne ha sequestrate tre a Joppolo, Nicotera e Capistrano.

Dalla vendita al dettaglio dello stupefacente, Emanuele Mancuso, che avrebbe guidato un gruppo costituito dal oltre 20 indagati, avrebbe guadagnato 20 milioni di euro circa.

Perquisizioni sono state eseguite ad Alessandria, Brescia, Caltanissetta, Catanzaro, Chieti Genova, Imperia, Lecce, Milano, Napoli, Salerno e Savona nelle sedi di una società, attiva nella vendita online di semi di canapa indiana. Le strutture sono state sottoposte a sequestro preventivo.

Sono 18 le persone colpite dall’ordinanza di custodia cautelare eseguita dalla polizia. Altre 21 persone sono indagate nell’ambito dell’operazione, coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta con il supporto del Servizio Centrale Operativo, insieme alle Squadre Mobili di Catania, Catanzaro, Cosenza, Messina e Reggio Calabria, i Reparti Prevenzione Crimine di Vibo Valentia, Cosenza e Siderno, l’Unita’ Cinofila di Vibo Valentia e il Reparto Volo di Reggio Calabria.

TUTTI I NOMI

Oltre al promotore Emanuele Mancuso (figlio del boss Pantaleone Mancuso, detto “l’Ingegnere”), 30 anni, di Nicotera, risultano infatti indagati (fra arrestati e persone a piede libero): Giuseppe De Certo, 25 anni, di Nicotera; Giovanni Battaglia, 32 anni, di Nicotera; Valentin Stratulat, 30 anni, romeno, residente a Nicotera; Carlo Chimirri, 60 anni, di Capistrano; Giacomo Chirico, 21 anni, di Maierato; Nensy Vera Chimirri, 26 anni, di Nicotera; Cesare Costa, 37 anni, di Nicotera; Francesco Costa, 34 anni, di Nicotera;Antonio Curello, 21 anni, di Vibo Valentia; Giuseppe De Certo, 25 anni, di Nicotera;Maria Ludovica Di Stilo, 23 anni, di Vibo; Salvatore Ferraro, 22 anni, nativo di Palmi;Giuseppe Franzè, 31 anni, di Stefanaconi; William Gregorio, 23 anni, di San Ferdinando; Nicola Lo Russo, 39 anni, di Altamura; Giusy Milidoni, 21 anni, di Ionadi; Giuseppe Navarra, 27 anni, originario di Rombiolo, ma domiciliato a Joppolo;Francesco Nobili, 32 anni, di Viterbo; Francesco Oliveri, 32 anni, di Nicotera; Riccardo Papalia, 34 anni, di Nicotera; Bruno Russo, 27 anni, di Joppolo; Pantaleone Perfidio,31 anni, di Nicotera; Clemente Selvaggio, 23 anni, di Vibo Valentia; Giuseppe Olivieri,36 anni, di Nicotera (fratello di Francesco Olivieri); Mirco Fuchì, 25 anni, di Mandaradoni, frazione di Limbadi; Antonio Barbano, 54 anni, nativo di Genova; Fulvio Esposito, 51 anni, nativo di Genova; Silvio Biasol, 79 anni, di Trieste. Il reato di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico viene contestato a 21 fra indagati ed arrestati. Si tratta di: Emanuele Mancuso, Giuseppe De Certo, Giovanni Battaglia, Valentin Stratulat, Carlo Chmirri, Nancy Chimirri, Cesare e Francesco Costa, Giuseppe Franzè, Francesco Nobili, Giuseppe Navarra, Francesco Olivieri, Giuseppe Olivieri, Riccardo Papalia, Bruno Russo, William Gregorio, Giusy Milidoni, Giacomo Chirico, Pantaleone Perfidio, Clemente Selvaggio, Antonio Barbano.