Morelli e Giglio a processo per danno all’immagine ko

L’ex consigliere regionale calabrese e l’ex magistrato di Reggio dovranno affrontare anche la Corte dei Conti La procura generale ha chiesto 250mila euro a testa a seguito delle condanne penali già definitive

La Corte d’Appello di Milano aveva condannato nel 2014 il giudice del Tribunale di Reggio Calabria, Vincenzo Giuseppe Giglio, e l’ex consigliere regionale calabrese Francesco Morelli, a 4 anni e 5 mesi ( in luogo di 4 anni e 7 mesi) e a 8 anni e 3 mesi( in luogo di 8 anni e 4 mesi), riducendo lievemente le pene inflitte in primo grado, nell’ambito del processo con al centro le infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia.

Sentenza confermate nel 2015 dalla corte di Cassazione. Ora per l’ex magistrato di Reggio Calabria e per l’ex consigliere regionale calabrese arriva anche il processo da parte della Corte dei Conti la cui procura generale ha chiesto 250mila euro di danni all’immagine del ministero di giustizia e della Regione Calabria.

La magistratura contabile ha disposto il prosieguo del procedimento respingendo le istanze difensive. Si legge infatti nella sentenza non definitiva pubblicata il 31 ottobre scorso:

“La Corte dei conti-Sezione giurisdizionale per la Regione Calabria , non definitivamente pronunciando; RIGETTA l’eccezione di inammissibilità dell’azione per estinzione dell’obbligo risarcitorio; RIGETTA l’eccezione di improponibilità dell’azione in ragione dell’ abrogazione dell’art. 7 della l. 97/2001; RIGETTA l’eccezione di l’inammissibilità dell’azione per intervenuta prescrizione del diritto al risarcimento del danno e/o per decadenza dell’azione, e/o per esperimento dell’azione nei confronti di reati non tipici. Dispone con separata ordinanza per il prosieguo del giudizio”. “Con atto di citazione del 24 giugno 2016, la Procura regionale presso questa Sezione Giurisdizionale ha citato in giudizio il convenuto Giglio Vincenzo Giuseppe per sentirlo condannare al pagamento di € 250.000,00 in favore del Ministero della Giustizia a titolo di risarcimento del danno all’immagine dell’Amministrazione di appartenenza. Ha riferito il requirente di aver appreso la notizia, ampiamente diffusa dalla stampa nazionale e locale (doc 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7), della conferma, da parte della Corte di Cassazione (Sez.VI, sen. n. 3027 del 20.10.2015, doc 8), della condanna, emessa dalla IV Sezione Penale della Corte di appello di Milano, nei confronti di Vincenzo Giuseppe Giglio, già Presidente della Sezione misure cautelari di Reggio Calabria . I fatti dei quali il magistrato Vincenzo Giuseppe Giglio è stato riconosciuto colpevole sono riconducibili a gravi e reiterate violazioni degli obblighi di servizio, poste in essere in concorso con il consigliere regionale Francesco Morelli nonché con noti esponenti di cosche mafiose del reggino e con altri soggetti operanti nella c.d. “zona grigia”, che vede coinvolti rappresentanti delle istituzioni ed esponenti “puliti” della criminalità organizzata. In particolare, il Procuratore ha rilevato che il magistrato è stato dichiarato responsabile, in tutti e tre i gradi del giudizio dei reati di: corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio — di cui all’art. 319.c.p. – per avere in concorso con Francesco Morelli e agendo d’accordo con la moglie Sarlo Alessandra, nella qualità di pubblico ufficiale e cioè presidente della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria , violando i doveri di imparzialità probità e indipendenza nonché il dovere di riservatezza tipici della funzione giudiziaria, compiuto atti contrari ai doveri di ufficio, mettendosi a disposizione di Morelli per le necessità che quest’ultimo poteva avere in ambito giudiziario e in particolare rivelando allo stesso notizie riservate”.