“Med labor” si offende e fa causa al Comune

La società inoltra un ricorso al Tar contro le due gare di Palazzo dei Bruzi per le luminarie di Natale

Incredibile ma vero. Il 2 novembre scorso il blitz della gdf su ordine della magistratura cosentina per gli “appalti spezzatino”, il 9 il Comune indice la gara per le luminarie e incredibile ma vero la “Med labor” ha proposto ricorso al Tar per l’annullamento dei decreti comunali. Proprio la società coinvolta nella bufera giudiziarie per gli affidamenti diretti “agli amici degli amici”.

Si legge infatti nel decreto del Tar di ieri n° 0528/2017: “Il Presidente ha pronunciato il presente DECRETO: sul ricorso numero di registro generale 1404 del 2017, proposto da: Med Labor Coop. Soc. A R. L., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Oreste Via, con domicilio eletto presso il suo studio in Cosenza, via Felice Fiore, 5/A; contro Comune di Cosenza non costituito in giudizio; per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, 1. della determinazione Dirigenziale – Settore 7 -Infrastrutture – mobilità – Registro Generale n. 2358/2017, pubblicata il 09-11-17, Reg. del Settore n. 696/2017, avente ad oggetto: Servizio di fornitura ed installazione di luminarie natalizie su P.za Bilotti e Corso Mazzini. Indizione Gara d’appalto CIG 7269373C5C – codice Univoco WXPWVD e del relativo Capitolato d’Appalto 2. della determinazione Dirigenziale – Settore 7 -Infrastrutture – mobilità – Registro Generale n. 2359/2017, pubblicata il 09-11-17, Reg. del Settore n. 697/2017, avente ad oggetto: Servizio di fornitura ed installazione di luminarie natalizie su Corso Fera, Via Caloprese, Via Alimena, Via Montesanto, Via P: Rossi, Via Tancredi, Via Rodotà, Viale G. Mancini, Villa Vecchia, Via Roma, Ingresso Autostrada, Piazza XI Settembre, Corso Telesio, Via Arabia, Via S. Quattromani, Corso Pebliscito, Piazza Santo Spirito, facciata Palazzo Bruzi, alberi si corso Mazzini ed installazione Luminarie in occasione di altre Festività durante il corso dell’anno. Indizione Gara d’appalto CIG 726940786c – codice Univoco WXPWVD e del relativo Capitolato d’Appalto. Visti il ricorso e i relativi allegati; Vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi dell’art. 56 cod. proc. amm.; Stante l’imminenza della trattazione dell’istanza collegiale. P.Q.M. Respinge l’istanza di misure cautelari monocratiche. Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 28 novembre 2017”.

Il ricorso cautelare per l’annullamento previa sospensione delle due gare d’appalto non è stato accolto dal Tar che martedì prossimo entrerà nel merito della vicenda. Ma anche la magistratura ordinaria vorrà verificare gli esiti di questa udienza per capire soprattutto le motivazioni che hanno portato “Med Labor” a fare ricorso. Proprio questa società il 2 novembre era tra le ditte attenzionate dai giudici cosentini per affidamenti diretti di servizi pubblici senza l’indizione di gare.

Si legge ad esempio negli atti processuali: “L’attività investigativa ha riguardato in prima battuta i lavori affidati alla ditta dell’imprenditore Scarpelli Antonio, la ditta “MED-Labor Cooperativa Sociale”, la quale, proprio grazie agli incarichi riguardanti l’illuminazione artistica per le varie manifestazioni svoltesi presso il Comune di Cosenza, tra gli anni 2012 e 2015, ha visto lievitare notevolmente il proprio volume d’affari, che è cresciuto progressivamente, passando dai ricavi dichiarati di € 10.450,00 per l’anno d’imposta 2011, ai ricavi di € 427,996,00 per l’anno d’imposta 2015. Nella richiesta di applicazione di misura cautelare vengono riportati alcune tabelle riassuntive, ove sono riprodotte schematicamente, anno per anno, le delibere emesse dal Comune di Cosenza in favore della ditta “MED-LABOR”, e, inoltre, per ciascuna delibera, i dati significativi rappresentati dall’importo affidato, dalla tipologia dei lavori, dal RUP responsabile e dal titolo della determina”.

La Med Labor “si ingrassava” a dismisura con i soldi pubblici del Comune di Cosenza grazie agli affidamenti degli amici dirigenti e non solo nessuno si è mai accorto di nulla ai piani alti della giunta comunale ma tutti questi favori sarebbero stati fatti in nome di cosa? Al momento nessuna ipotesi corruttiva ha preso forma come si evince da questo passaggio sempre agli atti del procedimento. Le ipotesi corruttive iniziali hanno lasciato il passo ai reati contestati ieri a vario titolo ai 14 indagati, tra abuso d’ufficio e falso. Ne è emerso un quadro gravissimo come ha sottolineato il procuratore capo Mario Spagnuolo, da un punto di vista giudiziario ma anche da un punto di vista politico e amministrativo.