Inammissibile il ricorso al Tar da parte di Stefania Frasca 

L’ex direttore dell’Asi cosentina nel 2014 si era opposta alle nomine regionali dei sub commissari

Stefania Frasca

Stefania Frasca, condannata a 5 anni di reclusione, la scorsa primavera, aveva proposto ricorso al Tar contro le nomine regionali dei sub commissari per i consorzi per lo sviluppo industriale di Cosenza. Tale ricorso era stato presentato nel 2014, prima della condanna e dell’interdizione dai pubblici uffici, in primo grado. I giudici amministrativi hanno comunque risposto ins entenza dichiarando il ricorso inammissibile. “La ricorrente, dott.ssa Stefania Frasca, è direttore generale del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Cosenza. Anche nella detta qualità ha impugnato l’atto con il quale il Commissario straordinario del CORAP (Consorzio Regionale per lo Sviluppo Industriale) ha nominato i sub commissari nei singoli consorzi, deducendone l’illegittimità per violazione di legge ed eccesso di potere. Ha lamentato, in particolare, che: a) tale scelta è stata operata in difetto di potere, non attribuito al Commissario né dal DPGR n.111/2013, con cui il Presidente della Giunta regionale ha nominato il dott. Monea Commissario Straordinario dei consorzi per lo sviluppo industriale, né dalla legge regionale, né dallo Statuto; b) la ricorrente è rimasta unico dirigente, a seguito della nomina quale sub commissario per il Consorzio Asi di Crotone del dott. Pasquale Filella, già vicedirettore del Consorzio della Provincia di Cosenza; la stessa è stata sottoposta a ritmi di lavoro insopportabili ed alla presenza continua in ufficio e si troverebbe nella paradossale situazione di dover subire e ricevere atti di indirizzo da parte di dipendenti degli stessi consorzi, oggi sub commissari; c) sarebbe compromesso l’operato del Consorzio industriale di Cosenza. Il ricorso è inammissibile per omessa impugnazione dei provvedimenti presupposti. Infatti, come eccepito dalla Regione, il decreto impugnato si pone quale attuazione di quanto già previsto con D.P.G.R. n.111/2013. Quest’ultimo, infatti, ha autorizzato il Commissario ad emanare propri atti di indirizzo, di organizzazione, di coordinamento e di attuazione dei principi e delle norme richiamate dalla L.R. N.24/2013; a porre in essere, per i potere conferiti in materia dalla L.R. n.38/2001 e dai rispettivi statuti e regolamenti consortili vigenti, il modello organizzativo più idoneo agli scopi ed agli obiettivi previsti; a costituire ed organizzare una struttura finalizzata alla citata gestione commissariale, ove ne ravvisi l’opportunità e l’esigenza in termini di efficacia, efficienza e economicità. Ed in forza degli amplissimi potere organizzativi conferiti dal detto D.P.G.R., il Commissario ha posto in essere l’impugnato provvedimento nominando i sub commissari. Tale ultimo atto, comunque, si pone all’esito di un percorso organizzativo al quale lo stesso era stato autorizzato.