Clan Rango-Zingari, sequestrati 5 milioni di euro

Sequestrati quattro fabbricati, due appezzamenti di terreno, due società con relativo complesso aziendale, 4 quote di partecipazione di società, due associazioni sportive dilettantistiche, otto automezzi, diversi rapporti bancari

La Guardia di Finanza di Cosenza ha sequestrato su disposizione del Tribunale di Cosenza un patrimonio di oltre 5 milioni di euro nei confronti di affiliati di spicco della cosca Rango-Zingari, Antonio Intrieri Antonio e Domenico Mignolo.

Il sequestro è avvenuto su richiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro diretta dal Procuratore Nicola Gratteri, a seguito di un’articolata e complessa attività di accertamento antimafia svolta dalla Guardia di Finanza di Cosenza, e coordinata dal Procuratore Aggiunto Giovanni Bombardieri e dal Sostituto Procuratore Camillo Falvo.
Antonio Intrieri e Domenico Mignolo ritenuti ai vertici della cosca Rango – Zingari, sono stati condannati nel 2016 a 14 anni di reclusione per associazione mafiosa e reati connessi con sentenza del gip del Tribunale di Catanzaro, il primo è attualmente detenuto, in attesa di giudizio. Su di lui grava altresì la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, ancora da scontare poiché detenuto. Mignolo è stato inoltre condannato, sempre nel 2016, a 18 anni di reclusione per omicidio dal gip del Tribunale di Cosenza ed attualmente e’ detenuto e sottoposto al regime penitenziario del 41 bis. Su di lui grava anche la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, ancora da scontare poiché detenuto.
l sequestro dei beni è stato possibile grazie anche al lavoro svolto dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cosenza, che, sotto la direzione della Dda di Catanzaro, hanno svolto accertamenti patrimoniali nei confronti degli appartenenti alla cosca condannati nonché dei loro prossimi congiunti, esaminando e approfondendo le variazioni patrimoniali nel periodo tra il 1986 e il 2016.
Il lavoro svolto ha evidenziato una netta sproporzione delle movimentazioni economico-finanziarie in uscita (spese) rispetto agli esigui redditi dichiarati (entrate), non sufficienti a soddisfare le primarie esigenze di vita.
L’esecuzione del provvedimento ha portato al sequestro di beni intestati o riconducibili ai due, ed in particolare quattro fabbricati, due appezzamenti di terreno, due società con relativo complesso aziendale, 4 quote di partecipazione di società, due associazioni sportive dilettantistiche, otto automezzi, diversi rapporti bancari, per un valore complessivo stimato di oltre 5 milioni di euro