Bar dell’Unical, si deciderà il prossimo 5 dicembre

Il Consiglio di Stato respinge l’appello della società “Conca d’oro” contro la decisione di affidare i servizi alla “Cascina global service”

Prosegue la battaglia giudiziaria tra la società “Conca d’oro” e l’Università degli studi della Calabria. La penultima sentenza del Tar aveva respinto il ricorso di “Conca d’oro” contro la decisione dell’Unical di affidare i servizi di ristorazione e bar nei locali alla base del ponte dell’ateneo alla società “La Cascina global service”, chiedendo anche lo sgombero immediato dei suddetti locali di proprietà dell’Unical. Ora anche il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta cautelare e quindi l’intera faccenda sarà decisa dai giudici nell’udienza di merito fissata per il prossimo 5 dicembre.

L’unica “vittoria” finora riportata da “Conca d’oro” è stata relativa alla decisione di sgombero assunta dal rettore che per i giudici non era la persona “competente” perchè avrebbe dovuta essere assunta e promulgata dagli uffici della direzione dell’Unical. Scrivevano infatti i giudici del Tar nelle penultima ordinanza cautelare: “Ritenuto che in tale sede appaia meritevole di conferma il decreto cautelare adottato; Ritenuto che, infatti: l’atto di aggiudicazione del servizio, sulla base del quale si fonda il titolo della società ricorrente ad occupare l’immobile pubblico, è stato annullato con sentenza del Consiglio di Stato numero 4888 del 2016; con sentenza numero 1665 del 2017 il Consiglio di Stato ha ritenuto nella sostanza inefficace l’originario contratto di concessione; con sentenza numero 1225 del 27 luglio 2017 questo Tar ha accolto il ricorso della società ricorrente limitatamente ai profili di incompetenza del Rettore nell’adozione dell’atto di rilascio dell’immobile; ai sensi dell’articolo 823 comma 2 del codice civile, in combinato disposto con l’articolo 21 ter della legge numero 241 del 1990, l’Università può legittimamente disporre in autotutela il rilascio di immobili di proprietà qualora detenuti senza titolo. Ritenuto che le spese di lite seguano la soccombenza per legge Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima) respinge l’istanza cautelare”.

Nei giorni scorsi anche il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta cautelare proposta da “Conca d’oro” contro la decisione di affidare i servizi a “La Cascina global service” che però a meno di colpi di scena appare l’unica società titolata ad gestire i servizi. Dopo anni di bataglie giudiziarie a dicembre prossimo i giudici scioglieranno il nodo di questo importante servizio dell’Unical. Si legge nell’ultimo decreto del Consiglio di Stato: “sul ricorso numero di registro generale 7756 del 2017, proposto da: Conca D’Oro di Esposito Francesco e C. Srl, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Rossella Barberio, Ugo Luciano Celestino, Adriano Tortora, con domicilio eletto presso lo studio Adriano Tortora in Roma, via Cicerone 49; contro Universita’ della Calabria non costituita in giudizio; nei confronti di La Cascina Global Service Srl non costituita in giudizio; per la riforma dell’ordinanza cautelare del T.A.R. CALABRIA – CATANZARO :SEZIONE I n. 00357/2017, del 15.09.2017 di rigetto del ricorso n.r.g. 933/2017 per l’annullamento del provvedimento del provvedimento n. 1000 del 2.8.2017 con il quale il Direttore Generale dell’Università ha ordinato il rilascio di un immobile – mcp; Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dalla ricorrente, ai sensi degli artt. 56, 62, co. 2 e 98, co. 2, cod. proc. amm.; Ritenuto che l’adozione del provvedimento cautelare d’urgenza presuppone l’esistenza di una situazione ad effetti irreversibili ed irreparabili tale da non consentire neppure di attendere il tempo intercorrente tra il deposito del ricorso e la prima camera di consiglio utile che nella fattispecie è calendarizzata per il prossimo 5/12/2017. Che tale pregiudizio, in relazione al breve periodo di tempo che separa l’istanza di tutela monocratica dalla prima camera di consiglio utile alla trattazione collegiale della sospensiva, non ha nell’intervallo anzidetto i caratteri della irreversibilità e della irreparabilità, e che pertanto non sussistono i presupposti di cui all’art. 56 del d.lgs. 2 luglio 2010 n. 104, almeno sino alla suddetta data della trattazione collegiale dell’istanza cautelare. Rigetta l’istanza, nei termini di cui in motivazione. Fissa, per la discussione, la camera di consiglio del 5/12/2017”.