Calabria Verde, altri fascicoli che “bruciano”

La procura di Castrovillari accelera sul danno ambientale per il disboscamento e sulle responsabilità per gli incendi di questa estate. Mistero sui 58 milioni spariti nel 2014

La Procura di Castrovillari ha chiuso una “porta” ma sta per aprire un “portone”. Anzi due. E le ambizioni investigative di Eugenio Facciolla, che non sono un mistero per nessuno, trovano legna da ardere che è una bellezza dentro i boschi di Calabria Verde.

Chiuse le indagini sugli affidamenti “spinti” e “suggeriti” dalla reggenza per la raccolta della legna con una sottostima colossale della legna sui terreni (con tutto quello che ne consegue in termini di ricavi nascosti da parte delle aziende), Facciolla accelera su altri due filoni che hanno a che fare con gli uomini dei boschi.

Il primo riguarda gli immensi danni ambientali derivanti dal disboscamento selvaggio, che se vogliamo è l’altra faccia del taglio indiscriminato di legna che non è stata stimata in sede di assegnazione di appalto. Legna che poi è stata venduta privatamente, è chiaro. E oltre al danno, i quattrini spariti, la beffa delle ferite ambientali nel cuore della Sila. Il secondo, di fascicolo, ha a che fare con gli incendi drammatici di questa estate perché più di una segnalazione e più di un riscontro investigativo portano dritti dalle parti di Calabria Verde e dei suoi operai.

Staremo a vedere. Intanto, martedì prossimo in commissione regionale Bilancio, tra i punti all’ordine del giorno si discuterà anche del rendiconto finanziario 2014 di Calabria Verde.

Oltre quindi alle indagini penali delle procure di Catanzaro e Castrovillari che vogliono fare luce su una distrazione di fondi da 80 milioni di euro di finanziamenti europei ai lavoratori oltre che per interessi personali degli indagati, e sulla vendita illegale di legna mai finita nei libri contabili, i documenti che saranno vagliati dalla Commissione parlano anche di 56milioni di euro di disavanzo creati in soli nove mesi e di 1 milione e 700mila euro di legna venduta, spariti letteralmente nel nulla. Circa 58 miloni di euro svaniti e nessuno sa dove. Non è una cifra da poco eppure non si sa che fine abbia fatto. I vari documenti attestano anche il buon operato del commissario di Calabria Verde Aloisio Mariggiò che ha finalmente scritto la verità reale dei conti dell’ente nelle modifiche apportate ai documenti contabili ufficiali che prima erano praticamente pieni di bugie.