Incendi, la Calabria continua a bruciare

Ieri registrato il maggior numero di roghi di tutta l'estate. In azione canadair anche dal Marocco. MdC: Dubbi sulla natura delle fiamme. M5S: Oliverio sospenda il bando per l'imboschimento da 70 milioni

Nuova giornata di emergenza ieri per la Calabria. Più di 46 i roghi attivi a età giornata,  con una condizione di assoluta emergenza lungo tutta la costa tirrenica, dalla provincia di Cosenza a quella di Vibo Valentia, passando per il Catanzarese.

L’impegno dei mezzi dispiegati – 12 Canadair e 3 elicotteri del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, a cui si aggiunge 1 elicottero della Difesa – è concentrato, d’intesa con le regioni, sulle situazioni più critiche. In particolare, i Canadair francesi e marocchini a supporto della flotta nazionale hanno operato, in formazione con i mezzi italiani, tra Lazio e Abruzzo. L’intenso lavoro svolto dai piloti dei mezzi aerei ha permesso di mettere sotto controllo o spegnere, finora, 11 roghi.

Il problema degli incendi infiamma anche la politica. Le maggiori critiche provengono dal Movimento Cinque Stelle. Chiare le richieste dei deputati Parentela e Nesci.

“A seguito degli incendi estivi, sospetti quanto devastanti, il governatore della Calabria, Mario Oliverio, sospenda subito i bandi regionali della misura 8 del Psr, che con disponibilità finanziaria di 70milioni prevede fondi pure per l’imboschimento e la creazione di aree boscate, nonché per la prevenzione dei danni da incendi e calamità naturali”. Lo affermano, in una nota, i deputati M5s Paolo Parentela e Dalila Nesci, che incalzano: “Oliverio disponga accertamenti specifici, al fine di individuare possibili speculazioni. La magistratura potrà scovare eventuali interessi sui recenti roghi che hanno distrutto centinaia di ettari di bosco. Intanto il governatore non può limitarsi agli intenti, ai soliti strali a tempo scaduto e a ribadire che la Calabria brucia”.

“Sarebbe complice – proseguono due i parlamentari, che annunciano di richiedere ai comuni il catasto incendi e ricordano le relative sanzioni proposte in parlamento da M5s – chi gestendo fondi comunitari non sentisse puzza di bruciato e non attendesse le verifiche necessarie, prima di assegnare denaro pubblico per rimboschimento e prevenzione”.

“Sull’affarismo nel settore della forestazione regionale – concludono Parentela e Nesci – ci sono già troppi buchi neri, troppe anomalie e troppi irrisolti, come l’immobilismo sugli abusi circa i tagli boschivi, per cui inascoltati avevamo chiesto una moratoria. È dunque logico che Oliverio si determini come gli abbiamo domandato. Diversamente, le sue invettive contro i piromani sarebbero soltanto inutile propaganda”.

Sullo stesso fronte le richieste dell’eurodeputata calabrese pentastellate.

“La Calabria, così come altre regioni del Sud Italia, è stata letteralmente devastata dagli incendi. Un vero e proprio piano di distruzione ambientale da parte di ignoti, che ha messo in ginocchio la già precaria condizione economica del territorio”. E’ quanto afferma l’eurodeputata di M5s, Laura Ferrara. “Mi auguro – prosegue Ferrara – che al più presto si faccia chiarezza su quanto sta succedendo nel nostro territorio nel frattempo ho cercato di capire come, a livello europeo, si poteva intervenire per far fronte a questa catastrofe. L’Unione europea mette a disposizione uno speciale “Fondo di solidarietà” (Fsue) in caso di grandi calamità naturali come inondazioni, incendi forestali, terremoti, tempeste e siccità. Proprio oggi ho inviato apposita interrogazione parlamentare alla Commissione per sapere se il Governo italiano, autorità nazionale preposta, ha già presentato richiesta di aiuti all’Ue a valere su tale Fondo e se è stato fatto anche a beneficio della Calabria.

L’emergenza incendi che da luglio sta interessando il patrimonio boschivo calabrese è molto seria. È causa di perdite umane, dissesto idrogeologico e danni materiali su vasta scala. Invocando la “catastrofe regionale” il Governo italiano, magari sollecitato dalla Regione Calabria, potrebbe ottenere il giusto sostegno. A differenza della Misura 8 del Psr, per il quale mi unisco alla richiesta di sospensione dei colleghi Nesci e Parentela, questo Fondo una volta erogato viene gestito direttamente dallo Stato che gestirebbe anche le attività di controllo e verifica così da evitare possibili infiltrazioni o speculazioni.

In attesa di una repentina risposta da parte della Commissione mi auguro che la Regione si faccia al più presto portavoce presso il Governo nazionale di inoltrare tale richiesta. Soprattutto – conclude la Ferrara – nel caso dovesse esserci risposta positiva da parte dell’Europa sull’erogazione del Fondo di solidarietà, si attuino tutte le misure di controllo affinché l’aiuto per i territori colpiti sia concreto e non si verifichino casi di lucro come già accaduto in casi di catastrofi precedenti”.

Tuttavia, alla base di tutto resta da capire la natura degli incendi.

Il Movimento Difesa del Cittadino non crede alla casualità dei roghi in Calabria. “L’avevamo già scritto, ma lo vogliamo ribadire con forza: non crediamo alla casualità dei roghi di questi giorni e abbiamo la convinzione che il fenomeno non si combatte promettendo danaro pubblico a chi ripianta sulle superfici percorse dal fuoco, disattendendo tra l’altro una legge dello Stato  la n. 353/2000», dove all’art.1 terzo comma recita che le regioni a statuto ordinario provvedono ad adeguare i rispettivi ordinamenti sulla base delle disposizioni di principio della legge entro e non oltre un anno dalla data di entrata in vigore della stessa, e non che le regioni programmino fondi comunitari per disattendere il dettato della stessa legge, in sintesi la legge stabilisce un divieto per 15 anni del cambio di destinazione d’uso, un divieto decennale di realizzare edifici, strutture e infrastrutture finalizzate a insediamenti civili e attività produttive, un divieto per 5 anni di attività di rimboschimento e ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche (vincolo superabile per particolari situazioni di dissesto o tutela del territorio).» Si veda, ad esempio, la misura 8 del PSR, tra l’altro prorogata, e anche su questa proroga del 31 Luglio fino al 18 settembre ci si dovrebbe interrogare, visto che subito dopo la proroga è scoppiata la fase più intensa degli incendi.

Gli aspetti che lasciano adito a illazioni e sospetti sono due l’utilizzo della legna dei boschi percorsi dal fuoco, perché gli alberi con vanno completamente distrutti ma sono commercialmente utilizzabili sotto forma di cippato. C’è poi la possibilità attraverso i fondi comunitari del PSR di aver finanziato il nuovo rimboschimento in aperto contrasto con lo spirito della legge n. 353 del 2000. Un doppio business che bisognava disinnescare immediatamente. Ai danni arrecati all’ambiente non c’è rimedio ma una punizione a chi ha pensato di arricchirsi bruciando boschi, è necessaria basta applicare la legge, niente utilizzo del legname residuale, niente finanziamenti pubblici”.