Operazione “Libera Fortezza”: i nomi degli indagati

Contestata associazione mafiosa, usura, estorsione, riciclaggio, esercizio abusivo di attività finanziaria e detenzione di armi

Nella giornata odierna, nelle province di Reggio Calabria e Imperia, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dello Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori“ e dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, in collaborazione con i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Capo Dott. Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misure cautelari e Decreto di Sequestro Preventivo emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria Caterina Catalano, su richiesta del Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci e dai Sostituti Procuratori Giulia Pantano e Sabrina Fornaro – con la quale sono stati disposti 22 provvedimenti cautelari nei confronti di AUDDINO Nicola, CIRCOSTA Claudio, CIRCOSTA Francesco, GIARDINO Domenico, IANNIZZI Salvatore, IANNIZZI Serafino, IAROPOLI Agostino Alessandro, IERACE Fabio, LAMANNA Diego, LONGO Francesco, LONGO Rocco, LONGORDO Cesare, POLITANO’ Vincenzo, PRONESTÌ Maria, RACO Antonio, RAO Vincenzo, SPOSATO Francesco Domenico, SPOSATO Giovanni, TIBULLO Mariaconcetta, VALERIOTI Andrea, VERSACE Luigi, ZERBI Antonio.

Tutti gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, riciclaggio, esercizio di attività finanziaria abusiva, detenzione illegali di armi, tutti aggravati dalla finalità e dal metodo mafioso, avendo fatto parte o comunque favorito la cosca di ‘ndrangheta dei Longo-Versace, radicata nella Piana di Gioia Tauro e riconducibile al mandamento tirrenico della provincia di Reggio Calabria.

Disposto il sequestro di un patrimonio complessivamente quantificato in oltre 5 milioni di euro costituito da 9 imprese/società, 45 unità immobiliari, beni mobili e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati.

La Procura ha inoltre disposto il sequestro preventivo, fino all’ammontare di circa 144mila euro corrispondente all’importo degli interessi usurari corrisposti dalle vittime – su ulteriori disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili intestati ai predetti.

L’operazione, denominata “Libera Fortezza”, è stata avviata dalla Compagnia Carabinieri di Taurianova nel 2014 e successivamente integrata e riattualizzata, con ulteriori indagini dei carabinieri e anche con l’apporto specialistico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.

L’indagine è partita da un controllo dei Carabinieri della Stazione di Polistena effettuato nei confronti di un imprenditore locale, il quale confidava ai militari le numerose difficoltà economiche che stava attraversando e di essere sotto il giogo di esponenti della criminalità organizzata locale. L’uomo infatti, era stato costretto a ricorrere a svariati prestiti, risultati poi usurari e attuati con modalità estorsive.

Lo sviluppo dell’attività investigativa ha permesso di individuare altre numerose vittime e di appurare l’esistenza di una vera e propria rete di usurai ed estortori facente capo alla  cosca di ‘ndrangheta dei Longo-Versace.

In uno degli episodi ricostruiti dalle indagini, a fronte di un prestito personale originario di 15mila euro, un imprenditore è stato costretto a restituire in circa due anni, ben 55mila euro a titolo di soli interessi, corrisposti ad un tasso usurario superiore del 200% a quello soglia, restando comunque debitore per la restituzione del capitale.

Il patrimonio sequestrato, dal valore di oltre 5 milioni di euro, comprende anche 9 imprese attive nei più disparati settori: la Digiauto di Polistena operante nella vendita e commercio di autoveicoli; la società “Beauty Dagge s.r.l.” sempre di Polistena esercente l’attività di commercio all’ingrosso di mobili e arredi per uffici e negozi e prodotti per parrucchieri; la società “Digi Motors S.r.l.s.” con sede in Piacenza, che si occupava di vendita e noleggio di autovetture senza conducente, trattori, motocicli, roulotte e barche; la ditta di “Candiloro Erminia”, attiva nel commercio al dettaglio di prodotti per agricoltura e giardinaggio; l’alimentari di Polistena “Circosta Market ” e quattro imprese edili: “Edil Sud”, “Sposato Giovanni”, “Impresa Edile Sposato Giovanni S.r.l. a socio Unico” e “Edil Costruzioni di Sposato Francesco Domenico”.