《A Cosenza si vince in Regione abbiamo subito una sconfitta storica》

La mozione congressuale del Pd cittadino che candida alla segreteria Rosi Caligiuri

Il successo elettorale al Comune di Cosenza è la risultante di una impostazione politica che ha premiato un’alleanza civico-progressista-riformista, di cui il PD è stato forza protagonista.
L’esito elettorale è intervenuto in un contesto politico che assegnava al Centrodestra il ruolo dello schieramento elettorale da battere.
L’elezione di Franz Caruso a Cosenza non era prevedibile e avviene in assoluta controtendenza rispetto ai flussi elettorali che, nella stessa giornata, anche nella città di Cosenza, hanno visto prevalere largamente lo schieramento di centrodestra.
Il PD a Cosenza vince perché rifugge dall’inseguimento acritico dei populismi e dei massimalismi, privilegiando invece l’individuazione di un percorso politico e programmatico di chiaro segno riformista rivolto a disegnare la prospettiva e il nuovo sviluppo della città.
Il congresso cittadino del PD, oggi, che si svolge dopo un lungo periodo di commissariamento del partito a livello regionale e provinciale, ha l’ambizione di mettere in campo un unitario e rinnovato gruppo dirigente.
Il profilo del rinnovamento non è dato soltanto dalla scesa in campo di una generazione nativa democratica ma, soprattutto, dalla capacità e dalla volontà di declinare una proposta politico-programmatica finalizzata ad una profonda modernizzazione del sistema territoriale urbano e ad una riorganizzazione di un avanzato modello di welfare rivolto all’inclusione delle fasce più deboli, fragili e perifericizzate.

Cosenza 2050
“Cosenza 2050” è il progetto rivolto al futuro della città e dell’area urbana. Progettare e realizzare una nuova città significa dare attuazione una visione integrata dello sviluppo economico, sociale e territoriale.
La stessa azione amministrativa di Palazzo dei Bruzi deve essere animata da scelte di transizione verso un modello urbano intelligente, ecosostenibile e produttivo.
Si tratta di rilanciare e qualificare le funzioni strategiche e direzionali di un’area urbana che si snoda tra due poli di potenziale sviluppo avanzato: il Centro Storico di Cosenza e l’Università della Calabria.
Un’area urbana che dovrà avere l’ambizione di potersi candidare ad essere nodo strategico, sia dal punto di vista della infrastrutturazione territoriale che dal punto di vista della capacità produttiva e delle attività di ricerca, dell’asse di sviluppo che da Gioia Tauro si proietta verso Sibari.
Non più, dunque, una visione unilaterale dello sviluppo secondo la direttrice verso Nord ma una concezione integrata e circolare di un nuovo modello di crescita economica che assume come punti di forza il Porto di Gioia Tauro e le pianure di Lamezia Terme e di Sibari, connesse all’aeroporto e all’infrastruttura portuale di Corigliano Rossano.
Un modello di sviluppo che fa dell’intermodalità e della ricerca avanzata le leve su cui ancorare la potenziale crescita.

La Città Unica
Il termine del 2026, anno in cui è richiesto il compimento e la rendicontazione della prima fase di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, deve essere assunto come orizzonte entro cui costituire la “Grande Cosenza”.
Il PD invita tutte le forze democratiche ad un confronto che sia scevro da fughe in avanti o da strumentalizzazioni propagandistiche fini a sè stesse.
L’obiettivo della Città Unica va costruito e non proclamato.
Il percorso da avviare dovrà essere segnato dalla scelta immediata di promuovere e realizzare la “Unione dei Comuni”, a partire dall’unione di Cosenza, Castrolibero e Rende.
Tale unione dovrà essere finalizzata alla programmazione e alla gestione di servizi primari e alla redazione del Piano Strutturale del relativo Ambito Territoriale.
La “Unione dei Comuni” dovrà costituire il primo passo verso l’istituzionalizzazione della “Città Unica”.

Opere e azioni strategiche
• Il Comune di Cosenza non può essere sottoposto alla paralisi amministrativa per la grave e pesante crisi finanziaria ereditata dalla precedente amministrazione.
La dichiarazione dello stato di dissesto finanziario, decretato dallo stesso Ministero degli Interni, rischia di essere un atto ostativo e di blocco ad una politica di investimenti rivolti ad opere di riqualificazione e rigenerazione urbana, nonché alla diffusione ed all’elevamento della qualità dei servizi sociali.
A questo fine bisogna perseguire con puntualità e coerenza le opportunità offerte dal PNRR secondo le linee e gli indirizzi europei.
Altresì, l’Amministrazione comunale dovrà provvedere ad esternalizzare la gestione dei servizi sulla base di una propria programmazione.
In tal senso, è da verificare la fattibilità e l’opportunità di ricorrere all’attivazione dell’istituto del “project financing”, al fine anche di attrarre investimenti privati al servizio della città.
In questo quadro, diviene conseguenziale che il Comune possa dotarsi ed istituire una società pubblica partecipata “in house”, a cui demandare le funzioni di promozione e gestione delle attività di servizi.
• Dare esecuzione all’esito dello studio di fattibilità, finanziato e commissionato dalla Regione Calabria, per la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza.
L’allocazione prevista dal suddetto studio di fattibilità, nell’area di Vaglio Lise, costituisce di per sé un atto di riorganizzazione urbana che, oggettivamente, impone una riordino non soltanto del sistema territoriale cittadino, ma dell’area urbana metropolitana e, persino, dell’intera provincia di Cosenza.
La costruzione del nuovo ospedale pone il tema della riconversione della vecchia struttura ospedaliera (plesso dell’Annunziata realizzato nel 1939) che dovrà essere utilizzata come “Cittadella della Salute”, capace di ospitare uffici amministrativi, Casa della Salute e centri di assistenza specialistica e di ricerca avanzata.
Non si può perdere altro tempo nell’avvio delle procedure di progettazione e di realizzazione del nuovo ospedale che, oltre ad essere un avanzato intervento di edilizia sanitaria, rappresenta l’opportunità per un ammodernamento di tutta la strumentazione tecnologica sanitaria e biomedica.
La previsione di allocare la nuova struttura ospedaliera nell’area di Vaglio Lise è, di fatto, una scelta che va ad integrarsi con gli interventi previsti nei programmi di investimento di “Agenda Urbana” e del “Contratto Istituzionale di Sviluppo Cosenza Centro Storico” e dell’insediamento della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità. Entrambe le strutture (Casa e Ospedale di Comunità) già finanziate con fondi PNRR saranno allocate nella zona Sud della città.
Un processo di riorganizzazione urbana, rapido ed intenso, da svolgersi secondo questa programmazione, inevitabilmente richiede una profonda e strutturale riorganizzazione del trasporto pubblico locale.
Alla luce di tutto ciò, il riordino del trasporto pubblico locale sarà il vero banco di prova per assegnare alla città ed al suo hinterland una dimensione effettivamente ecosostenibile in coerenza con la strategia di transizione ecologica indicata dal PNRR.
Una città, quindi, sempre più a misura dei nuovi bisogni sociali da realizzare attraverso l’elevamento degli standard di qualità della vita.
Conseguentemente è richiesta una coerente politica della mobilità e dei trasporti finalizzata alla riduzione del tasso di inquinamento urbano e rivolta a garantire uguale diritto alla mobilità e all’accessibilità a tutti i cittadini al di là delle loro condizioni sociali ed individuali.
In coerenza con questo obiettivo e con le linee strategiche europee la scelta del trasporto urbano su ferro costituisce una priorità.
Già nel 1971, al momento dell’insediamento dell’Università della Calabria, nella seduta del Comitato Tecnico Amministrativo svoltasi a Palazzo dei Bruzi, il neo Rettore prof. Beniamino Andreatta prefigurava la realizzazione dell’Università ad Arcavacata connessa al Centro Storico cosentino attraverso la realizzazione di una “metropolitana di collegamento”.
La metropolitana leggera su ferro, lungo l’asse Cosenza-Unical è una scelta ecologica, di mobilità dolce in gradi di assicurare una velocizzazione dei collegamenti urbani ed extraurbani.
Il PD della città di Cosenza ritiene necessario che si riprenda il tavolo istituzionale di concertazione tra la Regione Calabria e gli enti locali territoriali interessati, anche al fine di attuare tempestivamente quanto previsto nell’Accordo di Programma Quadro stipulato il 12 giugno 2017 tra la Regione, la Provincia e i Comuni di Rende e Cosenza.
Ciò anche al fine di evitare che tutto si possa risolvere nel danno a carico delle casse regionali per un oneroso risarcimento di decine di milioni di euro a favore della ditta appaltatrice, accompagnato dalla relativa perdita del finanziamento previsto per l’investimento e senza la realizzazione dell’opera.

Riordino Istituzionale
Un’opera di riqualificazione e rigenerazione urbana richiede un nuovo modello di partecipazione democratica.
In particolare, è richiesta una forma di “modello partecipativo” fondato sul protagonismo dal basso a sostegno dei processi di trasformazione e cambiamento che garantisca il coinvolgimento dei cittadini, sia al momento della formazione, sia dell’attuazione delle scelte che si vanno compiendo per la riorganizzazione del sistema territoriale e sociale della città.
Tutto ciò impone di coniugare la memoria e l’identità storica con i processi di modernizzazione della città.
In questo quadro il PD propone che il Consiglio Comunale deliberi la istituzione delle “comunità di quartiere” a cui affidare il compito di concorrere alle scelte della vita pubblica cittadina.