《A Rende assunzioni “mirate” della Maggioli spa in “cambio” della proroga anticipata del servizio tributi》

Inquietante denuncia dell'ex assessore Iantorno: Manna di fatto ha chiuso l'ufficio di competenza comunale

《Con i seguenti provvedimenti – denuncia in una nota l’ex assessore al Bilancio del Comune di Rende Pierpaolo Iantorno –
– delibera di Giunta n.190 del 3/8/2021 per la proroga, anticipata, della concessione a Maggioli Tributi S.p.A.;
– determina dirigenziale n.369 del 31/12/2021 quale impegno di spesa per la gestione accertativa e coattiva a favore della Maggioli Tributi S.p.A.;
– determina dirigenziale n.370 del 31/12/2021 quale impegno di spesa per la gestione ordinaria a favore della Maggioli Tributi S.p.A.;
– determina dirigenziale n.2 dell’11/1/2022 per la nomina dei messi notificatori degli atti tributari,
l’Amministrazione Manna ha, di fatto, sancito la chiusura dell’ufficio tributi dell’Ente e contestuale consegna dell’entrata comunale a mani private.
Si tratta di una vera e propria privatizzazione.
Infatti, l’atto di Giunta di agosto 2021 ha prima autorizzato la proroga, anticipata rispetto alla scadenza contrattuale, e poi ampliato il campo di azione del concessionario privato con motivazioni di dubbia legittimità e del tutto privo dei requisiti di trasparenza e concorrenza.
Va ricordato, al riguardo, che la Maggioli Tributi S.p.A., per verità già presente a Rende prima di Manna con analoghe modalità, è risultata aggiudicataria a seguito dell’espletamento di gara pubblica con contratto di durata quinquennale dal 2016 al 2021.
Al concessionario privato è stata assegnata, ora e per via diretta, la gestione dell’entrata ordinaria, volontaria: IMU, TaRi, COSAP, ICP e gli altri tributi minori a copertura quasi integrale del bilancio dell’Ente. L’operazione, ovviamente non a gratis, prevede la corresponsione di nuovi e cospicui compensi, ed ecco puntuali e tempestive le determinazioni dirigenziali dell’ultimo giorno dell’anno pure queste di dubbia legittimità.
In dettaglio, per l’attività ordinaria euro 87.000 per il 2021, euro 519.000 per il 2022 ed euro 173.000 per il 2023, per l’attività accertativa e coattiva euro 182.000 per il solo 2021. In totale, aggiungendo i compensi dell’attività accertativa/coattiva per gli anni 2022 e 2023, euro 1.325.000 di denaro pubblico da contribuenti rendesi.
In contropartita, dovendo il concessionario privato potenziare l’organico della Filiale di Rende, il medesimo soggetto procede anzi concede assunzioni “mirate” di sette messi notificatori di atti tributari e qualche altro operatore di categoria impiegatizia pubblicamente non noto.
Il progetto, a scadenza, prevedeva, invece, la re-internalizzazione del servizio tributario con una nuova organizzazione umana, professionale e tecnica a cura dell’Ente: progetto diametralmente opposto all’attuale situazione voluta dalla governance cittadina per ovvie ragioni.
Non a caso, alla scadenza contrattuale del 30 settembre 2021, il patrimonio informativo e le dotazioni tecniche del concessionario privato sarebbero rimaste in proprietà dell’Ente, il quale, con un investimento inferiore alla metà del compenso annuo e cioè del costo, avrebbe potuto così ricostituire un nuovo ufficio tributario di alto profilo professionale al servizio dei contribuenti, ovvio che “indipendente” dalla politica e dall’amministrazione di turno.
L’Ente avrebbe avviato un percorso serio e trasparente di selezione e reclutamento, formazione e assunzione di personale a tempo indeterminato e pieno in affiancamento ai dipendenti comunali del settore ormai ridotti al minimo in termini numerici e mortificati a livello professionale.
Ci domandiamo infine: ma questo “premio” al concessionario privato è riconosciuto a fronte di quali risultati? È ben noto che lo stesso concessionario privato non ha mai brillato quanto a risultati concreti da riscossione, figuriamoci negli ultimi due anni di pandemia da Covid-19. Perché rinunciare a ridurre i costi, incrementare i ricavi, creare nuova occupazione? Meglio togliersi il pensiero e deresponsabilizzarsi, “indennizzare” il concessionario privato in cambio di qualche assunzione e incarico temporanei con modalità e finalità tipicamente nostrane》.