Rende, «Capodanno: la musica è finita, gli amici se ne vanno…anzi non è proprio iniziata e qualcuno resta…»

L'ex assessore Iantorno va giù duro contro la scelta dell'amministrazione comunale di prevedere la notte di san Silvestro in piazza «in piena pandemia, salvo poi vedersi vietato l’evento dal governo nazionale. Era proprio necessario dare un così cattivo esempio?»

«Non c’è peggior cosa per un’amministrazione comunale del cattivo esempio esibito in danno dei propri cittadini. Per di più poi se il tutto viene preso a sberle dal “padre di tutti”, il governo centrale e nazionale. Ecco, Rende ha fatto questa figura “diseducante” al cospetto degli abitanti e del Paese. Immaginare (e finanziare) il Capodanno in piazza in piena quarta ondata pandemica salvo poi vederselo preso a sberle, quindi vietato, dal Consiglio dei Ministri griffato da Mario Draghi. Ma era proprio necessaria questa ennesima figuraccia? Assolutamente no, era del tutto prevedibile con la diligenza del buon padre di famiglia».
Così, in una nota, l’ex assessore al Comune di Rende Pierpaolo Iantorno che pone l’accento sulle scontate restrizioni nazionali in vista del Capodanno.
«Il Paese vive la sua pesante quarta ondata Covid che non ha ancora raggiunto il suo picco – continua Iantorno – e la Calabria registra numeri e parametri da sicura zona arancione non appena nascerà in qualche modo il 2022. Tanto per capirci, l’anno scorso di questi tempi e tutti rintanati in casa in zona rossa, la Calabria aveva meno della metà dei casi quotidiani registrati oggi e anche meno dell’ospedalizzazione odierna in area medica e terapia intensiva. Grazie alla vaccinazione massiva e alla differente valutazione strategica del governo Draghi, condivisibile in gran parte, la “macchina” della società non si è mai fermata né si fermerà ma i numeri quelli sono, la pandemia è dentro le nostre case come e più dell’anno scorso. Della serie, ognuno usi il buon senso e si salvi chi può, o chi vuole. E in questo scenario da autoresponsabilità elitaria cosa prefigura l’amministrazione comunale di Rende per il Capodanno dei suoi cittadini e più in generale per le feste di Natale? Le “piazzate”, gli assembramenti incontrollabili e le conseguenze inevitabili. Ben 100mila euro per le feste “natalizie” di cui più di 75mila solo per la “piazzata” di Capodanno in piena quarta ondata pandemica con Rende che solo nell’ultima settimana ha fatto registrare 46 nuovi casi Covid con un’incidenza di 130 casi su 100mila abitanti. Una scelta dai contorni irresponsabili se non del tutto fuori luogo. In un contesto storico diverso ed in altre condizioni sanitarie, economiche e sociali perché no …».
«Per fortuna – continua ancora Iantorno – ci ha pensato il governo Draghi a congelare tutto sul finale di partita, prima del triplice fischio. Piazzate vietate, sobrietà e ponderazione. Senso civico ed etico ma nessuna chiusura in casa, per ora. Quindi niente Capodanno in piazza a Rende, “sculacciata” l’amministrazione comunale che lo aveva previsto mai prima d’ora in otto anni nel mentre quasi tutte le città più importanti del Paese li avevano evitati o annullati gli appuntamenti, prima del divieto del governo».
«Che dire – conclude Iantorno -. Rende raccoglie la “coda tra le gambe”, la musica è finita e gli amici se ne vanno. Anzi, non tutti se ne vanno. Perché ora i 75mila euro previsti per la “piazzata” di Capodanno fanno gola comunque, considerato che erano stati deliberati. Sarebbe il caso di donarli alla città con i suoi mille e più problemi di vivibilità ed a chi ne ha veramente bisogno per tramite di istituzioni e iniziative serie e seriamente destinate al buon fine. Mai fidarsi del volontariato “portatile”…».