《È sbagliato il Decreto Calabria, La Regina non aveva strumenti per approvare il bilancio》

Il consigliere regionale Guccione sul commissario dell'Asp di Cosenza: è decaduto e la proroga non è prevista, occorre una modifica della legge in Parlamento

La legge cosiddetta decreto Calabria 2 “Misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della regione Calabria e per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 280 del 10.11.2020 prevede la decadenza dei commissari delle Asp e delle Aziende ospedaliere se entro 90 giorni dalla intervenuta nomina non avessero adottato l’atto aziendale e approvato i bilanci aziendali relativi agli esercizi già conclusi (art. 2, comma 4, Dl 150/2020).
In ottemperanza a ciò, il commissario Longo ha preteso la sottoscrizione di un contratto in cui vengono assegnati obiettivi di mandato ai commissari nominati in cui è espressamente prevista al punto 3 e al punto 4 la questione dell’approvazione degli atti aziendali e dei bilanci.
Una legge che invece di aiutare il sistema sanitario calabrese ad uscire da questa grave situazione l’ha aggravata e non è stata di aiuto sia per definire il debito sanitario regionale, sia per affrontare il miglioramento dei Livelli essenziali di assistenza.
Secondo la norma i commissari che non approvano il bilancio sono decaduti. Questo crea una situazione paradossale in particolare per l’Asp di Cosenza dove almeno otto commissari non sono stati in grado di approvare il bilancio consuntivo 2018/2019.
Viene da chiedersi come si fa ad approvarlo entro 3 mesi senza dare nessun supporto tecnico visto che anche Kpmg – che da oltre 10 anni dovrebbe monitorare i bilanci delle Asp e delle Aziende ospedaliere – non è in grado di fornire un adeguato supporto tecnico?
In questo caso è da sottolineare che l’istituto della proroga non è previsto. L’unico strumento possibile è quello legislativo: va presentata una modifica alla legge in Parlamento per fare in modo che la scadenza dei tre mesi sia spostata ad almeno sei mesi dall’insediamento e per dare la possibilità ai commissari di essere affiancati da dirigenti del ministero dell’Economia e della Guardia di Finanza così da sanare il vuoto che si è creato in particolare nell’Asp di Cosenza dove il commissario La Regina ha avviato un lavoro importante e utile sia nel migliorare l’erogazione dei servizi sanitari sia nell’affrontare l’emergenza Covid – 19. Privarsi delle sue competenze rappresenterebbe un passo indietro per tutta la sanità cosentina.
Auspico che i parlamentari calabresi si facciano partecipi di una proposta di modifica legislativa che vada nella direzione di emendare il decreto Calabria 2, all’art. 2 che prevede l’approvazione pena decadenza degli atti aziendali e dei bilanci passati.