La maestra è positiva al Covid (test rapido) ma la preside apre lo stesso l’asilo…

A metà mattinata arrivano i sigilli forzati alla classe ma tutti i genitori corrono a riprendersi i bambini dell'intero istituto. Storia di ordinaria follia a metà tra finta (e forzata) normalità e piccoli mandati allo sbaraglio ogni giorno

Non sta bene già martedì, la maestra. Ha brividi di freddo e confida alle colleghe di “possedere” una febbricola. Ma non per questo rinuncia alla “linea del fronte”, la scuola è la scuola, anche se in questo caso si tratta di un asilo con bambini senza mascherina. Un po’ di prudenza e un bel po’ di buon senso consiglierebbe a lei di starsene a casa e ai colleghi di prenderne atto ma tant’è, siamo in epoca convivenza forzata da Covid, con i “saccottini” dei piccoli da depositare lo stesso ogni giorno come se nulla fosse. L’ordine di scuderia da Azzolina in giù, ma molto più in giù, è far finta che il Coronavirus abbia una specie di amore incoffessato per studenti e maestri al punto da non contagiarli ma scuola dopo scuola ci si imbatte, invece, nel contrario. Siamo a mercoledì, la maestra è ovviamente in classe è sta anche peggio del giorno prima. Partecipa persino ad una riunione il pomeriggio ma a quel punto la febbre non è più frebbricola e diventa parente di una febbre da cavallo. Non sono chiusi i laboratori privati per il test rapido e di lì a mezzoretta l’esito che ne viene fjuori non resta né nascosto né racchiuso in un segreto. La maestra è positiva al test antigenico rapido. Nelle chat delle maestre e del personale la notizia corre, corre. Corre al punto da arrivare alle “orecchie” dell’attenta amministrazione comunale che, come da prassi, prova a vederci chiaro sin da subito. Ma la direttrice scolastica del presidio decide di non decidere, di non prendere alcuna decisione. Anche a lei, alla preside, è arrivata la voce “netta” e supportata da test antigenico della positività della maestra ma chissà perché non riesce a mettersi in contatto diretto con lei (almeno questa è la versione “ufficiale”). Si resta in sostanza nel campo delle voci, sia pure tutte confermate a proposito della positivà della maestra. Ma si finisce per privilegiare poi la linea del “ci vuole il molecolare” cosicché la preside il giovedì mattina apre lo stesso l’asilo anche se la maestra positiva non è presente. Finché a metà mattinata, secondo alcuni grazie all’intervento dei sigilli della protezione civile regionale, arriva la chiusura forzata della classe gestita dalla maestra positiva (per la sanificazione immediata) con relativo tam tam nelle chat delle mamme di tutti gli altri bimbi delle altre classi. Più o meno a mezzogiorno la scuola è vuota, con qualche bambino rimasto ad aspettare fino all’ultimo ma soltanto per l’impossibilità fisica dei genitori a prelevarli prima.
Storia di ordinaria follia e panico collettivo ai tempi del Covid con cui bisogna convivere per forza, anche se sulla linea del fronte ci sono i più piccoli ogni mattina.
Accade a Montalto Uffugo, la scuola in questione è un asilo pubblico della frazione di Settimo. E accade in un centro che solo nelle ultime ore registra altri 10 casi in più e 70 di positivi rinchiusi nelle case, senza contare un bambino positivo last minute nella prima media della scuola del Villaggio (la preside è la stessa dell’asilo in questione), il focolaio di Vaccarizzo e la scuola del paese già chiusa per Covid. Il Comune annuncia a giorni l’inizio dello screening al personale scolastico che incide in tutto il paese e, se solo avesse le risorse, fa filtrare pure che lo ripeterebbe spesso, almeno ogni dieci giorni. Ma per intanto si naviga nel buio, nonostante l’amministrazione comunale abbia mostrato anche nel recente passato di stare molto in “campana” sul punto, con il sindaco Caracciolo che non ha mai lesinato chiusure forzate degli istitituti quando s’è trattato di prendere delle decisioni per il bene dei bambini e dei ragazzi (e delle famiglie). Dopo la sentenza del Tar, però, quella che ha sconfessato l’ordinanza di Spirlì che aveva chiuso le scole di ogni ordine e grado fino a fine mese il timore di prendere iniziative in direzione della salvaguardia della salute prende il sopravvento. E si contuinuano a tenere aperti istituti scolastici che agiscono in perimetri chiaramente a rischio Covid. «Se succede qualcosa a mio figlio o se mio figlio porta il Covid a casa a chi devo denunciare penalmente? Al Tar? Alle famiglie che hanno fatto ricorso per riaprire le scuole? Al dirigente scolastico oppure al Comune?» si chiede una delle mamme che ha scoperto a metà mattinata che la maestra “del giorno prima” è positiva. Già, la maestra “del giorno prima” e del giorno prima ancora. E quell’asilo che di giovedì, ad esito del tampone positivo acquisito, ha aperto lo stesso i cancelli…

Romano Di Nascita