Cetraro: a giudizio 5 medici per la morte morte di Santina Adamo

La donna morì in ospedale subito dopo aver partorito

Udienza preliminare e rinvio a giudizio per i medici dell’ospedale di Cetraro che affrontarono il caso di Santina Adamo, la donna morta subito dopo aver partorito. Il giudice per le indagini preliminari, Maria Grazia Elia, ha disposto il processo che si terrà il dieci dicembre, per i due ginecologi, i due rianimatori e l’ostetrica
La donna morì a soli 37 anni all’ospedale di Cetraro il 17 luglio 2019 dopo aver dato alla luce il suo secondo figlio. La donna, che aveva partorito in modo naturale, è morta a causa di una emorragia. Decisivo fu la mancanza delle sacche di sangue.
La procura guidata dal magistrato Pierpaolo Bruni contesta un presunto ritardo nei soccorsi e, nello specifico, il ritardo per la richiesta di altro di sangue. Com’è stato accertato, quella notte in ospedale a Cetraro c’era una sola sacca di sostanza ematica compatibile, che fu somministrata alla paziente quella notte, ma forse in ritardo.. Successivamente, i sanitari fecero un’ulteriore richiesta di sangue al centro trasfusionale più vicino, cioè all’ospedale di Paola, distante circa 30 chilometri, e senza specificare che si trattasse di un’emergenza, circostanza che sarebbe servita a bypassare la prassi delle prove di compatibilità e ridurre i tempi di consegna.
Secondo la versione della difesa, al momento della richiesta del sangue, la giovane Santina non versava in condizioni di pericolo, o quanto meno, gli esiti delle analisi effettuate sulla paziente in quei minuti concitati non avrebbe fatto pensare a un repentino peggioramento della situazione di lì a poco. La donna però ha continuato a perdere sangue e alle 6.34 del 17 luglio 2019 ha smesso di lottare, mentre il suo bambino, ignaro di tutto e in buone condizioni, si affacciava alla vita soltanto qualche metro più in là. Oggi il piccolo sta bene e vive insieme al papà Marco e al fratellino di tre anni più grande.

A. T.