Mongrassano, Alberico: “Un rumore che non dà tregua durante le 24 ore”

I cittadini di Mongrassano è da tempo che lamentano il frastuono eccessivo prodotto dal contatto dell’aria con le torri e le eliche delle turbine eoliche recentemente entrate in funzione a monte dell’abitato

Il Parco eolico “Aria del vento” che sovrasta la Montagna Magna, al confine tra San Marco Argentano, Mongrassano e Cervicati, è al centro di una discussione per l’intensità delle immissioni sonore, ovvero l’inquinamento acustico prodotto.
Alberico Paolo Salerno, già consigliere di minoranza e capo gruppo in consiglio del comune di Mongrassano ha rilasciato una dichiarazione sul frastuono delle pale eoliche dell’impianto di proprietà della società Siemens Gamesa Renewable Energy Italy S.p.a. Unipersonale. Un affare di 40milioni di euro, autorizzato dalla Regione Calabria con decreto dirigenziale del 20-6-2014.

“Il parco eolico di Mongrassano nell’ultimo decennio è stato al centro di accese discussioni, battaglie politiche e giochi elettorali. Tralasciando quello che è stato il mio pensiero, durante la mia esperienza politica locale, mai contrario alle energie alternative ma fortemente preoccupato per la faciloneria mostrata da chi ha guidato a livello locale e amministrativo, questa grande opera. E non mi voglio nemmeno soffermare su come in Calabria (ma un po’ forse nel sud se non in tutta Italia) queste opere spesso hanno fatto l’occhiolino alla malavita organizzata, al malaffare, in virtù delle cifre importanti che un opera del genere muove.
Ma voglio parlare d’altro, lascio queste considerazioni a chi è preposto, e anche perché su questo ho già detto tanto in passato, seppur spesso ho avuto la sensazione di parlare ad un platea di sordi.
Tornando ad oggi, al perché di questa mia missiva, dovuta la fatto che leggo sui social un crescendo di lamentele per l’insofferenza generata dalle turbine eoliche, rumorose, rumore che a differenza delle ferite “visive” al territorio fatte per ergere queste torri che svettano sulle case e visibili da tutta la valle del Crati, questo rumore crea danni invisibili ma devastanti al sistema nervoso, alla salute mentale dei residenti.
Il continuo “ronzare” delle pale, la notte, il giorno, nell’ intimo della propria vita domestica crea un danno enorme che a lungo andare distrugge ogni equilibrio mentale.
Negli anni passati quando si discuteva del parco, tante volte ho posto questa domanda: “Siamo sicuri?”. Perché le pale eoliche fanno rumore, modificano l’ecosistema allontanando la fauna della montagna. Figuriamoci a poche centinaia di metri dalle abitazioni che succederà! Anche perché nella peggiore delle ipotesi, gli uccelli andranno a nidificare altrove, le volpi sposteranno le loro tane, ma gli uomini? I cittadini? Dovranno abbandonare le loro case?”
Continua l’ex amministratore comunale: “Premesso ciò, penso agli antichi borghi e al loro valore storico , culturale e soprattutto economico che possono avere se resi fruibili ai turisti che amano passeggiare tra vecchi vicoli, visitare chiesette di quartiere. Quel turismo che cerca ,nelle vecchie piazzette di paese, quel sapore che un tempo vivevano i nostri nonni. Non dimenticando le altre risorse del nostro territorio: la montagna, i castagneti, il percorso di San Francesco, la vicinanza con due stabilimenti termali che possono rendere questi paesi luogo ideale per un turismo della Terza Età e non solo.
Si parla tanto di rivalutazione dei centri storici del nostro patrimonio e poi..
E perché no, ci potrebbe essere un turismo scientifico. La vicinanza con la vecchia Cavallerizzo, monito della natura sulla mancanza di rispetto verso la geologia del territorio, potrebbe creare un centro ricerche sullo studio e prevenzione del dissesto idrogeologico, e quindi avere un intero paese, Mongrassano, che si organizza per la ricettività di ricercatori, studiosi, studenti, turisti,curiosi.
E potremmo continuare ad argomentare scrivendo pagine e pagine che, ormai grazie alla scelleratezza di amministratori poco attenti al domani ma solo nella ricerca della gloria di oggi, hanno reso ogni progetto in tal senso solo utopia.
A nulla è valso l’urlo di aiuto del locale comitato cittadino, l’intervento più volte della stampa, addirittura la vicenda è approdata grazie a questo comitato, fino al Senato, ma nulla, e ribadisco nulle è stato fatto dalle autorità competenti per bloccare questo scempio, un’opera importante che doveva essere risorsa trasformata in uno scempio.
Mi chiedo anche, risorsa di cosa? La Calabria ha una produzione energetica ben al di sopra del far bisogno, ben oltre il 150% della richiesta. Un’opera quindi palesemente speculativa per tutti quelli che ruotano intorno.” Conclude Alberico: “Nel pensare ai fautori di questi scempi (in Calabria ce ne sono tanti) immagino il “loro” desiderio di certe opere come una sorta di angoscia emotiva, un’ ostentazione di virilità, un’ accecante megalomania che fa perdere il lume del domani, un atto che mi ricorda Nerone che incendia Roma e la guarda bruciare cantando. Bene Roma è ridotta in cenere, il nostro parco eolico è fatto. E ora? Chi verrà a villeggiare nel nostro vecchio borgo? Probabilmente si possono fare delle convenzioni con le associazioni di sordomuti. Loro potranno ammirare la bellezza dei nostri quartieri, delle nostre chiese, il paesaggio a valle, senza il disturbo del rumore. Ecco possiamo da una grande negazione alla comunità, farne un opportunità direi “di nicchia”, oppure il nostro paese lentamente morirà e, affianco alla vecchia Cavallerizzo, oramai fantasma per mano della violenza della natura, ci sarà il fantasma di Mongrassano. Una cittadina privata dell’ animo per mano dell’ ingordigia umana.
Ai posteri l ardua sentenza.”