Aieta fa il pieno, nel “verbo” (anche) di Oliverio…

Teatro stracolmo a Cetraro, «ben oltre le aspettative» per il candidato nella lista Dp per il consiglio regionale

«Lo devo dire senza mezze parole: non mi aspettavo tanta partecipazione. Adesso inizia la salita e grazie ad ognuno di voi sarà meno faticosa». Giuseppe Aieta probabilmente non mente né è rituale nella sorpresa che manifesta. Il teatro di Cetraro è tutto per lui e non era scontatissimo di questi tempi. In sala sindaci, amministratori, cittadini. Il “verbo” di Oliverio e della Regione “corrente” è in naftalina per la coscienza mediatica ma non per lui, «perché conosco tutti i passaggi contabili e di bilancio di questa amministrazione. Da presidente della commissione Bilancio è passato tutto prima da me e vi posso garantire che questa Regione ha lavorato e lavorato bene per la nostra terra. I Comuni ora hanno i soldi in cassa, milioni di euro da spendere per i cittadini e questo grazie alla visione lungimirante di questa amministrazione». Forte di questo convincimento Aieta ha parlato e senza imbarazzo di questi 5 anni di governo regionale. Non ve ne sono molti altri in giro a fare altrettanto. «Abbiamo privilegiato la Regione come ente di programmazione e non di gestione. Tutti i Comuni, anche quelli a trazione forzista o di destra hanno potuto accedere ai bandi che sono stati trasparenti. Oggi i municipi possono contare su risorse finanziarie che altrimenti non avrebbero avuto». Poi il filo più scoperto e con più rischi di prendere la “corrente”, il rapporto diretto con Oliverio. «Coerenza e lealtà reciproca hanno contraddistinto il nostro percorso. Conosco bene il lavoro di Oliverio e delle sue giunte. Ma c’è un altro “perché” che mi tiene legato a lui. Io fondamentalmente credo in un valore supremo che esiste in politica e che esiste nella mia vita, lealtà e coerenza. Quando parlo alla gente avverto la necessità di apparire lineare, coerente nel percorso. Potrà pagare di meno elettoralmente, ma intanto sto in pace con la mia coscienza il che non è poco.. ».