Comune Cosenza, Occhiuto: dissesto già prima del 2011 

  “Amici carissimi, faccio un po’ di chiarezza riguardo allo stato dei conti comunali e all’ipotesi di dissesto finanziario del Comune di Cosenza. Perché c’è chi – pur essendo stato magari tra gli artefici o tra i corresponsabili della grave situazione finanziaria da noi ereditata – mette in giro false informazioni, attraverso i social e i giornali locali, per tentare di sollevare polveroni e metterci in difficoltà”.

Lo scrive sul suo profilo Facebook il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto. Occhiuto afferma che “il Comune di Cosenza era già in procedura di dissesto da parte della Corte dei Conti al momento del mio primo insediamento, sulla base delle verifiche effettuate dalla stessa Corte sui bilanci comunali precedenti al 2011” e che la sua amministrazione avrebbe “parzialmente ripianato il deficit di bilancio ereditato e più che dimezzato i debiti lasciati ai cittadini”. Occhiuto aggiunge che “il piano di riequilibrio presentato dalla mia Amministrazione, è stato bocciato nel 2013 dalla Corte dei Conti regionale perché la situazione (ereditata) dei conti comunali era ritenuta all’epoca (dalla stessa Corte) non sanabile in dieci anni” ma che “le Sezioni Riunite della Corte dei Conti a Roma accolsero invece il ricorso dell’Amministrazione e il Piano fu approvato”. “Quindi, il Comune di Cosenza è stato costantemente dal 2011 (e non è quindi una novità di oggi) in una situazione conclamata di dissesto”, scrive ancora il sindaco di Cosenza. “Non ci sono differenze sostanziali per i cittadini tra i due strumenti (di dissesto o di predissesto) – dice ancora Occhiuto – perché sono ambedue procedure di riequilibrio finanziario dei conti”. “L’unica differenza consiste nella gestione della massa debitoria, che viene affidata (con il dissesto) ad un soggetto liquidatore diverso dal Comune. Le attività comunali restano invece – si precisa – (anche in caso di dissesto) in capo all’Amministrazione Comunale in carica”. “Non è vero che il dissesto comporti sanzioni patrimoniali e la incandidabilità degli amministratori, – dice ancora il sindaco – poiché ciò può avvenire solo in caso di dolo o di colpa grave sulla base di un apposito procedimento giudiziario che può essere avviato solo dalla Procura della Corte dei Conti”. Occhiuto boccia l’allarmismo diffuso dall’opposizione perché “la situazione dei conti comunali è molto migliorata rispetto al 2011, – dice – e questo rimane un vantaggio (sia nel caso di predissesto che di dissesto) perché oggi il risanamento è più praticabile per gli anni a venire”