“La Regione finanzierà le celebrazioni di S. Francesco di Paola”

Le rassicurazioni del consigliere regionale Giuseppe Aieta

“Stamattina ho sentito il sindaco di Paola, Roberto Perrotta, in riferimento all’ipotetico, quanto non veritiero, mancato finanziamento delle celebrazioni di San Francesco di Paola – ha, infatti, dichiarato Aieta, in una nota – Con gentilezza e garbo, ma, soprattutto, con stile istituzionale, così come si conviene alle persone interessate a risolvere i problemi e a non fare propaganda paesana, abbiamo concordato di incontrare il presidente Oliverio al fine di confermare la ferma volontà della Regione di sostenere finanziariamente le attività relative alle celebrazioni del V Centenario della Canonizzazione di San Francesco di Paola e procedere alla formalizzazione del decreto di finanziamento, che non troverà copertura nella legge regionale 31 del 2012, ma nel Fondo unico per la Cultura, come più volte ribadito”. Subito dopo, Aieta ha sottolineato che l’incontro “Sarà l’occasione per rinnovare l’impegno della Regione verso la città che ha dato i natali al più illustre dei calabresi che è San Francesco di Paola e fare il punto sulle tante attività già finanziate”. Infine, Giuseppe Aieta, ricorrendo ai contenuti sempre attuali di un capolavoro della letteratura americana, Moby Dick, non rinuncia a “togliersi qualche sassolino dalle scarpe”, facendo riferimento a quella che definisce “La lotta (politica) eterna tra Capitano Achab e Moby Dick”. “È un libro universale Moby Dick – ha, infatti, sottolineato Aieta, sicuro che le sue considerazioni arriveranno a destinazione – Andrebbe letto almeno due volte nella vita. Poi, se si è rappresentanti delle istituzioni leggerlo tre volte farebbe sicuramente bene. Spesso si scambia l’impeto di vendetta del Capitano Achab con la testardaggine, l’odio col coraggio, l’invidia con la cocciutaggine. Quella che anima Achab è solo sete di vendetta, un’ossessione per la balena bianca. Al punto che per darle la caccia tradisce l’equipaggio portandolo nel baratro. In politica esiste lo stesso atteggiamento: si tenta di far passare la propria sete di vendetta come una difesa ostinata di un principio, di un luogo, di una città e, addirittura, di un Santo. Ma sempre Achab si rimane e per giunta senza equipaggio. Il livore in politica porta al fallimento, lo spirito di vendetta all’isolamento, l’odio alla #rabbia verso sé. Achab è proprio la negazione di colui che può governare. Perché, appunto, governare significa condurre una nave, evitare gli scogli, le secche, le balene e arrivare in un porto sicuro”.

Clelia Rovale