Rende, verso il “corpo a corpo” tra Talarico e Manna

Il voto pesa domenica nel prestigioso centro dell'area urbana cosentina. La sfida è tra presente (sindaco uscente) e futuro (l'unica “offerta” possibile e inedita, quella dell'ex consigliere regionale). Altre vie, a meno di correre “rischi”, non se ne intravedono. Il ballottaggio viene dato per certo

Il botto del venerdì con le piazze che d’improvviso si scaldano non deve ingannare, né smacchiare il giudizio. È stata una campagna elettorale a tratti impercettibile quella che si chiude a mezzanotte a Rende. Giocata altrove, fabbricata da tensioni, continuamente alimentata dalla paura di perdere il consenso o di non saperlo acchiappare. La posta in gioco molto alta dietro le urne ha fatto il resto con la poco evitabile conseguenza di uno “spettacolo” ibrido per strada. Complessivamente l’entusiasmo e le idee dirompenti sono rimaste con targa fuori dal circondario di Rende. Che invece si gioca, stagione 2019, una partita così cruciale da essere irripetibile. La cosiddetta sinistra naturalmente divisa, i Cinquestelle che hanno fatto di tutto (come da copione) per non candidare nessuno e quasi quasi ci riuscivano, il gattopardismo delle potenti famiglie senza giacca né colori e il gioco, o la rappresentazione poco entusiasmente ancorché impercettibile, è servito. Il resto lo fa, come nel più classico degli schemi, un sindaco e un modello che da uscente chiede il bis e gli sfidanti protesi a strapparne lo scettro. Fino all’incrocio finale che sta dentro il cuore di ogni rendese domenica dietro le urne (al netto del clientelismo o parentismo dei voti di lista): se Rende va bene così come è ora c’è solo da continuare con Manna. Al contrario, se Rende così come è ora non va bene, le urne si aprono per questo ogni 5 anni (sono fatte apposta). Per cambiare. E qui Rende conosce un altro bivio essenziale, più che altro di autocoscienza persino etica. Se tutto ciò che ha portato a Manna (il “principato” sessantennale) può essere riesumato come alternativa per il futuro oppure se non è il caso di puntare su di un modello inedito. Uno schema nuovo, che per mandare Manna a casa non ha bisogno di recuperare modelli del passato che poi hanno generato come risposta della città lo stesso Manna al comando. Per farla breve, i rendesi che non vogliono più Manna sindaco preferiscono ciò che ha portato a Manna o una formula che offre ricette diverse?

A ben vedere è questo l’incrocio per eccellenza domenica. Che è solo la prima delle due domeniche di Rende. L’altra (quella per lo spareggio) è scontatamente in programma il 9 giugno. Importanti rumors nonché sondaggi che non si possono divulgare raccontano che il corpo a corpo finale tra Talarico e Manna è quasi scontato. La polarizzazione è nelle cose. Ed è per questo che la campagna elettorale di Talarico si è più che altro concentrata proprio sulle movenze del sindaco uscente, le sue “annunciazioni” elettorali. Dal parco acquatico, alla rotonda di Saporito, al Psc. Tre plastiici esempi delle “annunciazioni” elettorali del sindaco Manna. Foto di gruppo sui social e poi il giorno dopo il parco è chiuso e la rotonda di Saporito è più pericolosa di prima. Per non dire del Psc, che come è noto è in consiglio che deve passare ma a dar retta ai bene informati Manna l’avrebbe promesso verbalmente con una manovra di giunta ai diretti interessati beneficiari. Tipo la cambiale di Totò e Peppino o la fontana di Trevi venduta al turista americano. Ovviamente Talarico ha fatto partita british, come sempre gli è accaduto fin qui. Non sindaco per cento voti contro il Principe più potente che c’era negli anni d’oro Mimmo Talarico non ha mai smarrito l’eleganza della rappresentazione. E delle liste, a cominciare dalla forza borghese che ci sta dentro. Da Andrea Cuccocrea a Raffaele De Rango, macchine di consenso senza la “coercizione” delle clientele. C’è una “Rende” che vuole cambiare strada, questo pare di capire. Se poi va bene la Rende di prima Manna è lì per questo. Terze vie, che qualcuno descrive persino tecnicamente “pericolose”, pare proprio non ce ne siano…

I.T.