Consiglio comunale sulla sanità, scontro sulla paternità

A Cetraro Forza Italia ne rivendica la primogenitura e insiste sulle anomalie presenti in assise

“Sollecitato dall’intero Comitato direttivo del nostro partito, giustamente preoccupato per lo stato crescente di difficoltà nell’erogazione generalizzata dei servizi da parte della nostra struttura ospedaliera, questo Gruppo consiliare, in data 9 maggio u.s., ha inteso sollevare tale importante e vitale problematica attraverso un’esplicita richiesta di convocazione del Consiglio comunale, in via d’urgenza”. Rivendicando di aver per primo chiesto un’assise incentrata, appunto, sulla grave situazione in cui versa da tempo la sanità territoriale, il Circolo di Forza Italia di Cetraro interviene sul Consiglio comunale che, come è noto, è in programma domani, venerdì 17 maggio, alle ore 17,30 presso la Sala consiliare di Palazzo Pallottini.

“Siamo particolarmente soddisfatti – sottolineano gli azzurri di Cetraro – per essere riusciti a distogliere la totale attenzione dell’Amministrazione comunale dalle frivolezze propagandistiche delle cose inutili e dalle contese relative a immutinamenti interni, subito ricomposti con la forza delle poltrone e relative rendite di potere, per svegliarla e ricondurla alla trattazione di un tema, sicuramente il più importante e impellente che grava sulla nostra città. Non avevamo i numeri consiliari per chiedere, da soli, la convocazione del Consiglio. Vogliamo solo ringraziare il consigliere Tommaso Cesareo, per la tempestività con cui ha ritenuto lodevole, sui social, la nostra iniziativa di riunione del Civico consesso. Toccherà, pertanto, alla nostra massima assise, venerdì 17 maggio, alle ore 17,30, riappropriarsi del ruolo che la Carta Costituzionale le assegna, in materia di tutela della salute dei cittadini. Lo farà pienamente? Vedremo”. Focalizzando poi l’attenzione sulle recenti decisioni governative in materia, Fi di Cetraro aggiunge: “Intanto, un anticostituzionale “Decreto Calabria” sulla sanità, emanato nello scorso aprile dall’attuale Governo, toglie definitivamente al nostro Centro Spoke qualsiasi speranza di poter assicurare, nel futuro, finanche i livelli minimi dei servizi sanitari di cui dispone, a causa della sempre più crescente inadeguatezza del numero di personale medico e paramedico che è consentito nel suo organico. La Sanità calabrese, qualche giorno fa, è stata nuovamente confinata nel recinto del Commissariamento, che non le consente alcuna prerogativa di organizzazione e controllo delle Asp e della rete ospedaliera. Non contiene un solo euro di spesa, previsto per il reclutamento di medici e infermieri e per l’incremento o rinnovo delle attrezzature occorrenti per poter erogare servizi di normale routine. Allo stesso presidente è stato tolto, finanche, il diritto di giudizio sulle figure dei manager, nonostante queste ultime, come prevede la legge, siano di nomina regionale. Prendere o lasciare. In caso di dissenso sui nominativi indicati e rifiuto di investirli del ruolo, attraverso Decreti presidenziali della Regione Calabria, lo stesso “Decreto”, emanato dal governo, si garantisce, assegnando la competenza al Ministro alla Salute o, in sub-ordine, al Consiglio dei Ministri. Ciò vuol dire, in modo chiaro e netto, che la nostra Regione è stata sostanzialmente messa fuori-gioco in un comparto che, tra l’altro, assorbe oltre il 65% della sua spesa complessiva di Bilancio annuale”. Pertanto, “Di fronte a un simile scenario, occorre un atteggiamento forte da parte del Consiglio comunale. Diverso da quello diplomatico di routine. Senza alcun condizionamento di appartenenza politica e ideologica. Il nostro Centro Spoke, non c’è alcun dubbio, giace in uno stato di abbandono, preoccupante e irreversibile, non riuscendo a garantire, a volte, neanche i livelli minimi di prestazione sanitaria a migliaia di malati. Rifiutiamo, tuttavia, il concetto di “livelli minimi”, perché si tratta della salute della gente. Per noi, i livelli di cura e assistenza devono essere sempre adeguati alla preziosità della vita umana. E’ giunto il tempo di insorgere e iniziare, nella Massima Assise, una vera e propria “rivoluzione civile e istituzionale” a sostegno del diritto alla salute della nostra gente. Con le semplici documentazioni, ampollose nel politichese e sottoscritte all’unanimità, non si va da nessuna parte! Presenteremo al Consiglio comunale le nostre proposte. Proporremo che i veri e indiscutibili responsabili di questa nefanda stagione della Sanità, a qualsiasi livello Istituzionale, siano chiamati a rispondere della violazione dell’art. 32 della Costituzione, anziché consentire loro di continuare a crogiolarsi nelle misere ostentazioni del loro potere e dei loro privilegi, mentre la gente soffre o muore. Per quanto ci riguarda, è tempo che finisca, pure, la stagione del “permissivismo e dell’impunità”! Un Consiglio comunale, in un ordinamento democratico, ha il diritto e il dovere delle epocali decisioni”.

Clelia Rovale