“Centro storico di Cosenza, i 90 milioni del Cipe da soli non bastano”

Appello della associazioni cittadine alle istituzioni: servono interventi complementari per una spesa che sia realmente efficace e pienamente rispondente ai reali bisogni del nostro centro storico

Le associazioni Civica amica, Prima che tutto crolli, Cos.S.A. (Cosenza Storica Attiva), C.A.S.Co. (Comitato Area Storica Cosenza), Kaep, Osservatorio Cosenza Vecchia, “G. Dossetti” per una nuova etica pubblica, Comitato Riforma-Rivocati, Comitato Archi di Ciaccio-Porta Piana-Vergini, Cosenza che vive, Cosentini consapevoli, Tecné si sono riunite per porre l’attenzione su alcune questioni preliminari all’utilizzo dei 90 milioni di euro stanziati nell’ambito del Piano Operativo “Cultura e Turismo”.

In primo luogo le associazioni ribadiscono che, affinché questo Piano abbia piena e completa attuazione, è indispensabile una fattiva e operosa collaborazione tra le istituzioni coinvolte: i Ministeri, la Regione, la Provincia  e il Comune, da tradursi in azioni complementari per fare in modo che i 90 milioni vengano spesi efficacemente. È necessario poi che i 90 milioni, messi a disposizione dal MIBAC, siano considerati nell’ambito di altri fondi (oltre 150 milioni complessivi) disponibili prevalentemente su finanziamenti europei, attraverso una regia sapiente che unisca la valorizzazione dell’identità culturale al contrasto del degrado sociale di Cosenza vecchia.

I comitati e le associazioni auspicano una programmazione integrata degli interventi da attuare su due o tre direttrici precise: il dissesto idrogeologico, la vulnerabilità sismica (ancora oggi non è stato varato l’aggiornamento del piano di protezione civile), il rifacimento della rete idrica e di quella fognaria. Solo attraverso la definizione dei tempi e delle modalità di finanziamento degli interventi di parte pubblica, mirati a risolvere queste criticità, si potrà giungere ad una pianificazione complessiva e duratura di sviluppo dell’area antica, evitando di disperdere questa massa di risorse in azioni  inefficaci e improduttive e trainando le attività e gli interventi da parte dei privati. Rafforzare l’offerta culturale e la fruizione turistica del centro storico è certamente un obiettivo importante e necessario, nell’ottica di una strategia di rilancio dell’area, ma altrettanto certamente non è sufficiente e rischia di restare un’operazione senza seguito, perché non collegata al rilancio della sua funzione urbana.

Infine, le associazioni esigono che gli enti attuatori continuino a consultare la comunità territoriale, prima di operare le proprie scelte, come richiedono le procedure previste nello stesso Piano Operativo, e confidano che sia dato seguito a quanto dichiarato nel corso del recente incontro con il capo di gabinetto del MIBAC, Tizana Coccoluto, svoltosi presso la Prefettura di Cosenza con lo scopo di avviare un dialogo proficuo e permanente tra le istituzioni e le associazioni che insistono sul territorio.

Le associazioni si dichiarano, inoltre, pienamente disponibili nel continuare a dare il loro contributo al fine di addivenire ad una progettazione collettiva, che sia realmente efficace e pienamente rispondente ai reali bisogni del nostro centro storico, che ha tutte le potenzialità per diventare un polo di attrazione turistica e culturale, ma anche il vero motore propulsore di crescita e sviluppo per la città e l’intera area urbana.