“Antico Monastero di Badia, la struttura non vada all’asta”

Interrogazione del consigliere regionale Giuseppe Aieta affinché diventi patrimonio della Regione Calabria.

 Il consigliere regionale Giuseppe Aieta si è fatto promotore di una iniziativa finalizzata a evitare che l’antico Monastero di Badia, situato tra Paola e San Lucido, possa finire all’asta e a farlo diventare, a tutti gli effetti, patrimonio della Regione Calabria. Questo importante complesso monumentale, infatti, così come sottolineato dallo stesso Aieta, in virtù del Piano regionale di cessione di immobili pubblici, “Rischia, in applicazione della nuova legge di Bilancio, di essere messo all’asta, con conseguente e inevitabile perdita di ogni risorsa artistica e culturale fino ad oggi spesa, sia dalla Regione Calabria sia dal territorio locale, che ha da sempre considerato il complesso come bene appartenente al patrimonio e all’identità collettiva”.

Pertanto, Aieta ha rivolto una interrogazione in merito al presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, e al presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, chiedendo loro “di conoscere quali iniziative intendano assumere al fine di fare in modo che, anche in considerazione dei finanziamenti concessi in passato per il recupero e l’allestimento del Museo, si possa procedere e chiedere che il Monastero di Badia possa diventare a tutti gli effetti patrimonio della Regione”. Il Monastero di S. Maria di Valle Josaphat si trova nei pressi del torrente Deuda, ai piedi del colle della Guardiola; esso fu, appunto, affidato dai signori Normanni del luogo ai benedettini di Santa Maria di Valle di Josaphat, un ordine cavalleresco nato in Terra Santa durante le Prima Crociata, per dare ospitalità e protezione ai pellegrini. Il complesso monastico, eretto tra la fine del secolo IX e la prima metà dell’XI, è un insieme di fabbricati, con annessi due corpi monumentali di rilevante interesse storico e artistico, soprattutto la chiesa, con pianta rettangolare a un’unica navata, e la Torre d’avvistamento contro le invasioni turche. Inoltre, la fama del luogo è legata a un personaggio storico di rilievo, il leggendario Riccardo I Cuor di Leone, che, nel settembre del 1190, nel suo viaggio verso la Terra Santa, fece sosta e pernottò proprio in questo Monastero”.

In particolare, il consigliere regionale Giuseppe Aieta, nella sua interrogazione ha ricordato che “Con la Legge di bilancio 2019, si è previsto un Piano di cessione di immobili pubblici; che nella medesima Legge di bilancio si è stabilito che, al fine di incentivare la realizzazione del Piano di cessione, nonché l’attivazione di nuovi investimenti in armonia con il tessuto sociale di riferimento, il piano può individuare modalità per la valorizzazione dei beni medesimi e che tra i beni identificati, che potrebbero essere oggetto del Piano di cessione, il Demanio provinciale di Cosenza ha indicato il Complesso Monastico di Santa Maria in Valle Josaphat di Badia, luogo della Città del Santo che, oltre a racchiudere una storia millenaria, rappresenta uno dei riferimenti identitari più stabili nel tempo”. Sempre a tal proposito, Aieta ha reso noto che “Il Monastero, situato a confine tra i Comuni di Paola e San Lucido, comunemente noto col nome di Badia luta, nel 1921 è stato acquisito dall’Azienda speciale dcl Demanio forestale di Stato e da oltre dieci anni è affidato in sub-comodato d’uso gratuito ad un’associazione di volontariato (Auser) che ne ha fatto un rinomato centro culturale e didattico. Inoltre, nel 1997, il complesso monumentale è stato oggetto di importanti lavori di ristrutturazione, nonché di una interessante campagna di scavi finanziata dalla Soprintendenza BAAAS della Calabria, e oggi ospita un Musco archeologico, frutto di finanziamento concesso nel 2005 al Comune di Paola, a sua volta comodatario principale della Badia, dalla Regione Calabria”.

Infine, Aieta ha messo i evidenza che “La decisione di inserire il Monastero Badia Luta tra i beni oggetto del Piano di cessione, con contestuale inserimento dello stesso nell’elenco dci beni pubblici da dismettere, si pone in netto contrasto con quanto statuito dal Decreto n. 141 dcl 25.07.2013 a firma del direttore regionale, con cui la Soprintendenza di Cosenza ha dichiarato Badia “Bene culturale di interesse storico e artistico” e che “Il complesso monumentale di Badia, secondo quanto statuito dal D.Lgs. 42/2004, Codice dci beni culturali e dcl paesaggio, può, a tutti gli effetti, essere considerato demanio culturale, vista l’importanza del sito dal punto di vista archeologico, e pertanto a tutti gli effetti inalienabile; nonostante ciò, il Monastero rischia, in applicazione della nuova legge di Bilancio, di essere messo all’asta, con conseguente e inevitabile perdita di ogni risorsa artistica e culturale fino ad oggi spesa, sia dalla Regione Calabria sia dal territorio locale che ha da sempre considerato il complesso come bene appartenente al patrimonio e all’identità collettiva”.

 

 CLELIA ROVALE