“Cosenza, la città dove non si può più neanche morire”

La denuncia del capogruppo del Pd Damiano Covelli: sono terminati i loculi nei cimiteri di Sant'Ippolito e Donnici

“Se la civiltà di un popolo si misura dal modo con cui onora i suoi defunti, le frazioni di Cosenza sono oggi la rappresentazione più evidente del degrado e dell’atteggiamento di indifferenza e di abbandono che l’amministrazione Occhiuto ha sempre manifestato per questa parte della città.

Nei cimiteri delle frazioni di Sant’Ippolito e Donnici, infatti, non ci sono più loculi. Nella frazione di Borgo Partenope pochi sono quelli rimasti.

Problemi e difficoltà per l’inumazione delle salme si riscontrano anche nel cimitero di Colle Triglio”. Questo è quanto denuncia in una nota  Damiano Covelli, capogruppo del Pd.

“Insomma, chi deve sopportare il dolore della perdita di un congiunto è costretto a subire anche la beffa di non poterlo seppellire in modo dignitoso.

Tutto ciò  – prosegue Covelli – si verifica in un contesto di degrado ambientale e strutturale dei cimiteri che, nonostante le nostre segnalazioni dei mesi scorsi, non solo non è stato arrestato ma si è addirittura aggravato”.

“È sempre più chiaro – sottolinea il capogruppo Pd –  il dissolversi della grande mistificazione che il cosiddetto “Sindaco del fare” ha propinato per anni alla città”.

“La Cosenza delle piazze illuminate, dei lustrini e delle paiettes sta progressivamente sparendo di fronte alla realtà dei quartieri, delle periferie e delle frazioni abbandonate, dove – prosegue – non viene garantita neanche la manutenzione ordinaria e dove, da oggi, non si può più neanche morire. Non ci fanno stare tranquilli le rassicurazioni circa l’avvio delle gare per la realizzazione di nuovi loculi: è evidente che i tempi sono ormai abbastanza lunghi”.

“L’amministrazione è in forte ritardo ed è necessario che la stessa acceleri le procedure, senza ulteriori tentennamenti e perdite di tempo.

Vigileremo, infine, con determinazione affinchè – conclude Covelli- i nostri cari possano trovare degna sepoltura.

Su questa vicenda in particolare, non faremo nessuno sconto”.