Abitazioni vendute all’asta e rottamazione delle cartelle esattoriali, cosa cambia

A spiegarlo  Fernando Caldiero, vicepresidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Paola e referente dell’Organismo di composizione della crisi di sovra-indebitamento

Fernando Caldiero, vicepresidente dell’Ordine dei Commercialisti di Paola.

Fernando Caldiero, vicepresidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Paola e referente dell’Organismo di composizione della crisi di sovra-indebitamento, interviene per mettere in evidenza due interessanti novità, relative, in particolare, alle abitazioni vendute all’asta e alla rottamazione delle cartelle esattoriali affidate all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2017. “Con la pubblicazione in G.U. della L.12/2019 che ha convertito con modifiche il D.l.135/2018 – ha, pertanto, sottolineato Fernando Caldiero – viene completamente riscritto l’art. 560 del Codice di Procedura civile, introducendo significative novità al riguardo della possibilità per il debitore di poter continuare ad abitare la propria casa pignorata e posta in vendita coattivamente. Mentre sino ad ora la normalità era che l’immobile all’asta doveva essere liberato sin dall’avvio della procedura esecutiva, è ora possibile, nel caso lo stesso sia abitato dal debitore e da suoi familiari, continuare ad occuparlo sino all’emissione del decreto di trasferimento”. “Ovviamente – ha aggiunto – il debitore e i suoi familiari dovranno conservare e mantenere diligentemente il bene e consentire, per il tramite del custode, il regolare svolgimento delle visite dell’immobile agli interessati all’acquisto. Il giudice ordinerà la liberazione dell’immobile ove sia ostacolato il diritto di visita di potenziali acquirenti, quando l’immobile non sia adeguatamente tutelato e mantenuto in uno stato di buona conservazione o per altre violazioni di legge”. In merito alla seconda novità, relativa, come già anticipato, alla rottamazione delle cartelle esattoriali, Fernando Caldiero ha messo in evidenza che “Un’altra norma (contenuta nel comma 188 della legge 145/2018), che si applica alle sole persone fisiche per cui è stata aperta, alla data di presentazione della dichiarazione di cui al comma 189 della manovra, la procedura di liquidazione di cui all’articolo 14-ter della legge 3/2012. In questo caso, per i soggetti rientranti in tale fattispecie, l’importo da pagare a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione è pari al 10% di quello dovuto. Ebbene, il saldo e stralcio consente alle persone fisiche che sono in questa situazione di sanare le pendenze fiscali e contributive (ovvero, quelle ammissibili al saldo e stralcio) con uno sconto del 90%. Questi contribuenti possono accedere al saldo e stralcio indipendentemente dal requisito ISEE”.

CLELIA ROVALE