Occupazione abusiva di immobili pubblici, condannati tre dirigenti dell’Asp di Vibo 

Riconosciuti responsabili, dalla Corte dei Conti, del danno erariale subito dall’Azienda Sanitaria vibonese

La Corte dei Conti di Catanzaro ha condannato tre ex dirigenti dell’Asp di Vibo Valentia a rifondere, complessivamente, il danno erariale di 55mila euro. Al centro del procedimento della magistratura contabile, per come riporta l’edizione di oggi di “Gazzetta del Sud”, c’è la presunta cattiva gestione degli immobili dell’azienda ospedaliera vibonese che per anni sarebbero stati occupati abusivamente o senza pagare alcun canone di locazione da soggetti terzi. I giudici hanno condannato Francesco Procopio quale responsabile dell’Ufficio legale dell’Asp dal 2018 ad oggi a pagare 23.640 euro; Alessandra Manasia, responsabile dell’Ufficio Gestione Patrimonio Immobiliare a pagare all’Asp la somma di 19.700 euro. Mentre Bruno Calvetta, direttore dell’Unità Operativa Gestione Tecnico Patrimoniale, dovrà versare la somma di 11.820 euro.
La vicenda. A fare scattare gli accertamenti era stato un esposto presentato nel 2018 dall’allora consigliere regionale del Partito Democratico Carlo Guccione. La vicenda giudiziaria ha riguardato l’occupazione abusiva di immobili di proprietà dell’Asp da parte di soggetti terzi, che non avrebbero mai versato alcun canone. Ebbene, secondo la Corte dei Conti nessuno “dei tre indagati ha ritenuto di inoltrare diffide agli occupanti illegittimi, ciascuno di essi limitandosi ad affermare la competenza degli altri e a negare la propria”. Insomma, sarebbero venuti meno al loro dovere.