Inchiesta sul ponte Morandi, rinviate a giudizio sette persone e una società

Avrà inizio l’uno giugno il processo per i fratelli Sgromo, gli ingegneri Anas Pantusa e Baudi, il finanziere Marinaro e la segretaria Cavaliere

Il gup di Catanzaro Chiara Esposito ha rinviato a giudizio sette persone e una società coinvolte nel procedimento denominato “Brooklyn” incentrato sui presunti illeciti nei lavori di manutenzione straordinaria del ponte “Morandi” e di un tratto della strada statale 280 “dei Due Mari”.
Il prossimo primo giugno avrà inizio il processo a carico dell’ingegnere dell’Anas Franco Pantusa, 39 anni di Cosenza; degli imprenditori del Lametino Eugenio e Sebastiano Sgromo, dell’ispettore della guardia di finanza Michele Marinaro (già coinvolto nell’operazione Rinascita Scott), della collaboratrice degli imprenditori Rosa Cavaliere, dell’ingegnere dell’Anas, Silvio Baudi e del geometra, Gaetano Curcio e della società Tank srl.
Gli indagati dell’inchiesta denominata “Brooklyn” sono accusati, a vario titolo, di trasferimento fraudolento di valori, auto-riciclaggio, corruzione in atti giudiziari, associazione per delinquere, frode nelle pubbliche forniture, con l’aggravante di aver agevolato associazioni di tipo mafioso.
Le indagini, dirette dalla Direzione distrettuale antimafia, guidata da Nicola Gratteri, e delegate alla Guardia di Finanza di Catanzaro, hanno permesso di acquisire gravi indizi a carico dei due imprenditori operanti nel settore delle costruzioni e dei lavori stradali, che, consapevoli del rischio di incorrere in misure di prevenzione di natura patrimoniale, hanno costituito delle società intestandole fittiziamente a una loro collaboratrice, pur mantenendone il controllo di fatto.
Una di queste società, la Tank srl, si è aggiudicata i lavori di manutenzione straordinaria per il ripristino del calcestruzzo del ponte Morandi e di rifacimento dei muri di contenimento di un tratto della Strada Statale 280 “dei Due Mari”. L’attività investigativa ha delineato un grave quadro indiziario, a carico degli imprenditori Sgromo, titolari “di fatto” dell’impresa aggiudicataria dei lavori, i quali a causa di problemi finanziari, con la complicità del direttore dei lavori e dell’ingegnere dell’Anas Baudi, impiegavano nelle lavorazioni un tipo di malta di qualità scadente, ma più economico di quello inizialmente utilizzato.
L’ispettore della Guardia di Finanza Marinaro, già coinvolto nell’operazione “Rinascita-Scott”, è ora indagato per corruzione in atti giudiziari e rivelazione di segreto d’ufficio per fatti commessi quando era in servizio presso la Direzione investigativa antimafia di Catanzaro.
Pantusa in veste di progettista, avrebbe omesso di depositare al Servizio Tecnico regionale, la denuncia e il progetto dei lavori per il ripristino di alcuni muri sulla statale 280. Inoltre non avrebbe acquisito, prima dell’inizio dei lavori, l’autorizzazione sismica. Ora è accusato di violazione del testo unico sull’edilizia.